Vuoto, isolamento e inquietudine sono gli elementi che caratterizzano le backroom, spazi immersi in un’atmosfera che ha del surreale e quasi dell’onirico. Aggiungiamoci della nostalgia e viene fuori un genere musicale che dà voce esattamente alla sensazione che proviamo anche solo guardando uno spazio liminale.
Diventate cosa nota grazie ai thread su Reddit in cui venivano pubblicate soltanto foto di spazi vuoti e asettici, le backroom sono entrate nell’immaginario di chiunque dal momento in cui Kane Parson ha deciso di farci il film che attualmente registra il maggior numero di incassi nella storia di A24 – sì, più di Marty Supreme.
Prima di lui, però, sono stati gli artisti a dar voce alle backroom, creando un sottogenere musicale molto specifico, fatto di sintetizzatori, suoni distorti e riverberi che affonda le radici nella musica ambient, tra dreamcore e vaporwave.
Oneheart, che chiunque ormai conosce per il brano “snowfall” diventato sottofondo di infiniti TikTok, è tra i principali produttori di liminal music e ha 7.5 milioni di ascoltatori mensili su Spotify. my head is empty ne ha 2.3 milioni. Ma tra le canzoni più note c’è sicuramente “Six Forty Seven” di Instupendo, che lo stesso Kane ha intelligentemente usato per il trailer del film. Si tratta infatti di una delle musiche più rappresentative di quegli spazi, uscita ben 10 anni fa. E Instupendo, tra le altre cose, ha prodotto moltissimi brani di Juice WRLD.
Nonostante alcuni artisti di spicco ci siano, non esistono però nomi mainstream come succede per gli altri generi. Un po come la Lo-Fi music, la liminal music esiste grazie alle playlist. Esattamente come è nato il fenomeno delle backroom, su thread Reddit tenuti in vita dagli utenti, anche la loro musica vive nelle lunghe playlist che su Spotify hanno milioni di ascoltatori. Lo stesso Kane ne ha co-curata una intitolata “liminal” che ha quasi 2 milioni di salvataggi su Spotify.
Musica senza parole, quindi, fatta solo di suoni che a volte riprendono elementi dal mondo reale, come fossero campionati dall’esterno e sempre distorti.
Ma alla fine, come tutto ciò che diventa un fenomeno, la liminal music è stata ispirazione anche per artisti che ascoltiamo quotidianamente. Simba La Rue in tempi non sospetti ha fatto degli spazi laminali l’estetica del suo disco “Tunnel”, prendendo una delle più classiche foto proprio da quei canali Reddit. Playboi Carti ha intitolato “Backr00ms” il brano in collaborazione con Travis Scott uscito 2 anni fa. 42ceo le ha usate per la comunicare che avrebbe parlato del primo disco Nettspend.
Se ad oggi quindi molti considerano le backroom solo per la loro estetica, sottovalutando l’impatto e l’importanza che ha la musica nella loro percezione, farci caso farà la differenza. Le backroom fanno infatti paura perché sono stanze eccessivamente vuote, ma paradossalmente la musica che ci mettiamo dentro ha la capacità di renderle ancora più spaventose e inospitali.