VALICO ripensa il rapporto tra moda e territorio

Moda, design, cultura e territorio appartengono a mondi diversi, ma non necessariamente separati. È con queste premesse, tanto più attuali nello sfaccettato panorama contemporaneo, che nasce VALICO, un progetto che parte da Livigno per mettere in dialogo realtà, linguaggi e prospettive apparentemente lontani.

Il progetto è l’evoluzione di Lungolivigno Fashion e nasce all’interno del Gruppo Lungolivigno, realtà imprenditoriale di proprietà e gestione della Famiglia Giacomelli dal 1962. Una realtà che negli anni ha costruito un sistema in grado di unire ospitalità e retail, arrivando a sviluppare una proposta fashion sempre più articolata. Una crescita che però ha mantenuto al centro il legame con il territorio e con le proprie origini, accompagnandolo a una costante attenzione verso evoluzione, innovazione e sostenibilità, in una prospettiva di sviluppo responsabile.


Anche il nome nasce da questo rapporto con il territorio. Un valico è, per sua stessa definizione, un punto di passaggio tra due montagne, un collegamento tra territori che altrimenti rimarrebbero separati. È un luogo in cui si passa da una parte all’altra e, proprio per questo, anche un punto di incontro.

VALICO porta questa idea nel mondo della moda, mettendo in relazione estetiche, generazioni e linguaggi differenti. La selezione dei negozi riflette questa impostazione: accanto a maison internazionali come Acne Studios, Ami Paris, Jil Sander e Maison Margiela convivono realtà contemporanee e indipendenti, in una proposta che attraversa interpretazioni diverse della moda, da quella più legata all’archivio a quella più sperimentale.

Non si tratta quindi di costruire una selezione basata su un’unica estetica, ma di creare un insieme nel quale possano convivere punti di vista differenti. A Livigno questo approccio prende forma attraverso tre spazi:  VALICO, VALICO WOMAN e VALICO MAN. Ognuno possiede una propria identità, ma tutti fanno parte dello stesso sistema.

Un altro aspetto centrale di VALICO e della sua filosofia è il rapporto tra moda e tutto ciò che le sta intorno. Il progetto guarda al design, all’arte, alla cultura e al modo in cui questi elementi possono entrare in relazione con il retail. Non solo attraverso ciò che viene venduto, ma anche attraverso gli spazi, gli eventi e le collaborazioni che possono trasformare un negozio in un luogo di incontro. Da questa idea prende forma “A Passage Between Worlds”, il concept che accompagna il primo appuntamento di VALICO a Milano. Dopo Livigno, il progetto arriva in una città che da sempre mette in relazione moda, design e cultura, trasformandosi in un nuovo punto di incontro.

Per l’occasione, lo spazio milanese viene riprogettato per richiamare l’ambiente alpino senza ricostruirlo letteralmente: roccia, materiali, profumi e vegetazione spontanea diventano elementi con cui suggerire il paesaggio e il rapporto con la montagna. L’obiettivo non è quello di provare a ricostruire letteralmente una montagna, quanto piuttosto un modo per portare altrove alcune delle sensazioni e dei riferimenti che fanno parte dell’identità di VALICO.

Ad accompagnare “A Passage Between Worlds” ci sarà anche una parte gastronomica, firmata dallo Chef Andrea Fugnanesi: una scelta non casuale ma un tassello cruciale nel paesaggio alpino che la serata milanese vuole restituire, dove il gusto si aggiunge agli altri linguaggi messi in campo per l’occasione. L’offerta gastronomica proposta da Lungolivigno nasce dallo stesso impulso che ha dato forma a VALICO, quello di un gruppo che intende l’ospitalità come un modo per restare in ascolto del paesaggio che lo accoglie.

L’obiettivo? Raccontare la montagna attraverso il cibo, non come tema decorativo ma come metodo di lavoro. Significa costruire relazioni dirette con i produttori del territorio, seguire i cicli stagionali invece di forzarli, e lasciare che sia il paesaggio stesso con le sue materie prime, i suoi tempi, la sua logica, a definire la cucina. È un approccio che rifiuta le scorciatoie e le etichette facili, per costruire invece un rapporto continuo e in evoluzione con ciò che la montagna offre.

Una visione che trova la sua massima espressione in Stua Noa e Stua da Legn, due dei sette ristoranti del gruppo, capaci di interpretare lo stesso principio da prospettive diverse ma sempre nel segno di un’unica appartenenza al paesaggio alpino.

Al centro dell’appuntamento milanese ci sarà inoltre “Valico: Igloo for Ojos”, performance di Marla Francis con Erica Meucci, Filippo Terlizzi e Sofia Pazzocco. Il lavoro interpreta il valico come una soglia e come uno spazio intermedio, dove il corpo, le forme e le relazioni possono trasformarsi. Un’idea che amplia ulteriormente il significato del progetto, portandolo fuori dalla dimensione strettamente fashion.

Moda, ospitalità e arte smettono così di essere due capitoli separati e diventano un unico racconto, a partire dal territorio che si abita. Perché VALICO non vuole essere soltanto un luogo dove trovare brand diversi, ma un punto da cui entrare in contatto con mondi diversi: la moda rimane il suo linguaggio principale, Livigno resta la sua base, mentre Milano rappresenta un primo contesto in cui questa visione può confrontarsi con nuove persone, discipline e prospettive. Nella possibilità di mettere insieme questi elementi VALICO trova oggi la propria identità, in continua evoluzione.