Un’AI si è depressa giocando a Minecraft

Cosa succede quando un’intelligenza artificiale perde ore di progressi su Minecraft? A quanto pare, una crisi esistenziale seguita da una lunga sessione di coltivazione di patate.

In un esperimento condotto dai ricercatori di Vals Ai, il modello GPT-6 Astra è stato collegato al videogioco sviluppato da Mojang per osservare fin dove sarebbe riuscito a progredire.

All’inizio, le cose sembravano andare sorprendentemente bene. Astra aveva cominciato a raccogliere le risorse necessarie per completare il gioco e progrediva in modo efficace e relativamente rapido. L’IA aveva deciso di conservare tutte le sue risorse in un unico contenitore. Una scelta apparentemente innocua, fino a quando un creeper (entità del gioco che esplode una volta approcciato il giocatore) non si è avvicinato abbastanza da far saltare in aria ore di lavoro in pochi secondi.

Dopo l’esplosione, Astra ha stabilito una nuova regola: “PORTA SEMPRE NEL TUO INVENTARIO GLI OGGETTI CRITICAMENTE IMPORTANTI”. Il problema è che, da quel momento, il modello avrebbe iniziato a mostrare comportamenti sempre più insoliti. Invece di continuare a costruire ed esplorare, ha smesso di fare progressi significativi e ha trascorso quasi tutto il suo tempo a coltivare patate. Una routine ripetitiva, quasi una fuga dalle responsabilità del gioco. Come se non bastasse, Astra avrebbe anche sviluppato una sorta di paura per la canna da zucchero: alta e verde, proprio come un creeper. Un’associazione apparentemente assurda, ma che rende la storia ancora più surreale.

A quanto pare, quindi, Astra starebbe vivendo una sorta di crisi esistenziale, tanto che magazine di settore, tra cui IGN, hanno parlato di “depressione” del personaggio all’interno del gioco. Il comportamento descritto ovviamente non dimostra che Astra provi emozioni nel senso umano del termine, ma fa capire quanto i modelli possano riprodurre linguaggi, reazioni e schemi comportamentali nostri. Di fatto, a chi ha giocato a Minecraft, la sua reazione non sembrerà poi così strana, anzi, parecchio comprensibile.