Lo sorso sabato, al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano si è tenuta una serata che ha saputo unire mondi solitamente distanti: arte contemporanea, clubbing, inclusione, fotografia, musica elettronica. L’evento targato Le Cannibale per la rassegna “RI‑SCATTI. Il cielo è sempre più blu“, ospitato nelle sale del PAC (via Palestro 14).
«RI-SCATTI. Il cielo è sempre più blu» è innanzitutto una mostra, che è stata attiva dal 14 al 26 ottobre al PAC di Milano, ha avuto come punto di partenza una riflessione sul concetto di “riscatto” visto come ritorno in gioco – partecipazione, voce, visione. Promossa da Ri‑scatti ODV in collaborazione con Dynamo Camp, ha raccolto i lavori di nove adolescenti, tra i 15 e i 21 anni, che convivono con patologie gravi o croniche, disturbi del neurosviluppo o disabilità: un laboratorio fotografico di tre mesi, condotto da professionisti, che ha puntato a trasformare la fragilità in linguaggio visivo, in forza creativa.
In questo contesto, la serata del 25 ottobre ha rappresentato il punto d’intersezione tra l’arte visiva e la nottata elettronica. La collaborazione con Le Cannibale ha portato al PAC una dimensione differente: non più solo visita museale, ma uno spazio vivo, un dance floor, un hub di partecipazione. Per una notte, le immagini sono state affiancate da musica elettronica e da una forte dimensione di partecipazione, in un format che ha voluto abbattere barriere e costruire connessioni.
Sul palco si sono esibiti gli One Eat One – la prima band al mondo di musica elettronica composta da persone con e senza disabilità – e Bunny Dakota, co-fondatrice del collettivo Industria Indipendente, legata all’arte performativa, alla ricerca queer e alla musica elettronica sperimentale. Il suo progetto “Merende” trasforma il dancefloor in uno spazio politico e comunitario.
Per il territorio milanese si è trattato di un evento che ha intrecciato, forse per la prima volta, una cultura visiva, musica e impegno sociale, dimostrando come la programmazione “notturna” possa a volte uscire dal club tradizionale e mescolarsi anche a una realtà diversa quale è un museo.







