A inizio dicembre vi abbiamo portato all’inaugurazione ufficiale dei nuovi spazi di TRX Radio. Una volta usciti da quegli studi di Cologno Monzese una domanda su quale fosse il valore aggiunto apportato dalla radio rap al panorama hip hop italiano è sorta spontanea e immediata. La risposta è più che chiara: TRX è quello che mancava.
Come vi abbiamo raccontato, TRX è la prima radio italiana, sotto forma di app, completamente dedicata all’hip hop, creata e sostenuta dai volti stessi del rap e nata con lo scopo di dare finalmente a questo genere lo spazio che gli spetta – ormai senza riserve – di diritto.
Tra i fondatori e primi sostenitori del progetto troviamo le medesime persone che questa musica l’hanno sollevata come una bandiera quando nessuno ancora voleva vederla, le stesse che, in seguito, l’hanno protetta da critiche e accuse nel momento in cui, improvvisamente, è finita sotto i riflettori dell’attenzione pubblica e dei suoi giudizi.
Paola Zukar, Salmo, Guè Pequeno, Clementino, Ensi, Marracash e Fabri Fibra sono, assieme a molti altri, le facce celate dietro questa scommessa.
La scelta di dare vita a TRX nasce dall’esigenza di riconsegnare al rap una valenza e una dimensione proprie, indipendenti da classifiche e strategie di marketing. Ore ed ore di ascolto continuo senza spot pubblicitari, senza cospirazioni e senza dittature dei numeri.

TRX, però, non rappresenta solo una realtà controcorrente, ma anche, a suo modo, un‘invasione culturale silenziosa. Attraverso le playlist, curate dagli artisti stessi, si cerca di portare all’orecchio di chi ascolta non solo la hit da milioni di streaming o il singolo di rap-varietà di turno, ma anche cantanti di nicchia e tracce che negli anni hanno costituito lo scheletro e gli organi di questo genere, senza le quali non saremmo qui ora a parlare di rap italiano.
Il risultato è una lista di ultimi brani riprodotti in cui “Vabbene” di Capo Plaza precede il rapper francese Niska, che a sua volta apre la portiera ai Colle Der Fomento mentre, sui sedili anteriori, aspettando il proprio turno, si accomoda “Good Dank” di Wiz Khalifa. TRX è informazione.
È come quando entri in un negozio e dici al commesso “Io voglio solo quel vestito che c’è in vetrina”. TRX non serve a questo, TRX è il commesso che ti prende per mano e ti porta dietro e ti fa toccare con mano i tessuti, le stoffe.
Salmo riguardo TRX
Un’altra caratteristica della radio è assolutamente degna di nota: l’ascoltatore non decide. TRX, con garbo, proclama la morte in croce della tradizionale e reverenziale politica de “il cliente ha sempre ragione”, che ha innegabilmente condotto il rap verso divagazioni e pieghe improprie per la sua natura. Sull’app, infatti, non puoi andare avanti o tornare indietro, mettere in pausa o cambiare traccia. È un viaggio, tu puoi solo scegliere se salire o meno, fidandoti dell’autista.
Che fai? Ti siedi?