Il trend delle quarter-zip non c’entra con la moda

Esistono le tendenze della moda e poi ci sono i trend di internet, che, anche se parlano degli stessi soggetti, non sempre coincidono. Insomma, può capitare che un determinato capo diventi virale, così come un meme può riguardare l’abbigliamento, ma non sempre le due cose sono legate, nonostante nella maggior parte delle volte entrambe nascono in risposta a contesti culturali e sociali.

Questo discorso si spiega bene con l’esempio dell’invasione delle quarter-zip su ogni feed social, la quale non ha nessun legame diretto con il fashion system.

Il senso del video pubblicato dal profilo @whois.jason e di tutti gli altri post che hanno alimentato il fenomeno è infatti più simbolico. Parafrasando un po’, il messaggio è: abbiamo fatto un upgrade nella vita, non siamo più quei ragazzi che mettono la tuta Nike Tech e bevono caffè, ma siamo degli uomini (forse in parte performativi) che bevono matcha e vestono in maniera elegante.

Si parla quindi di elevazione culturale e sviluppo personale. In una semplificazione estrema, è come se la felpa fosse per i “poco di buono” e il maglione per i “primi della classe”. Una sorta di passaggio dal frequentare Instagram a LinkedIn, se vogliamo. Sull’argomento si è espresso anche il New York Times, con un articolo che spiega come il maglione rappresenti un nuovo orientamento estetico verso le aspettative del mondo professionale.

Parallelamente, esiste da tempo immemore un esercito di figure dallo stile business-casual come golfisti e consulenti bancari dotati di maglioncini a mezza zip e sono moltissimi i brand che da anni li propongono, dal classico Polo Ralph Lauren a Loro Piana, passando per UNIQLO e JW Anderson.