The Drama non è il film che immaginate. Costruito secondo i canoni della classica rom-com americana, in cui un incontro apparentemente fortuito in un bar di Boston darà il là alla più classica delle storie d’amore, o presunta tale, ne ribalta completamente il fine trasformando il tutto in un autentico film thriller contemporaneo.

Ma il matrimonio è effettivamente uno dei peggiori incubi della generazione odierna? Kristoffer Borgli, giunto alla sua terza opera dopo Sick Of Myself e Dream Scenario, costruisce attorno all’immagine di due star conclamate come Zendaya e Robert Pattinson, unione perfetta tra millennials e Gen Z, un thriller sul peso delle scelte future e soprattutto passate. Conosciamo effettivamente tutto della persona con cui scegliamo di unirci per sempre?
Riflettendo su questo aspetto così complesso, soprattutto nella società odierna, dove il matrimonio sembra ormai diventato unicamente una “baracconata” in chiave Instagram stories, è interessante come Brogli usi questo pretesto per mostrare effettivamente chi siamo oggi, con tutte le contraddizioni e stranezze che ci portiamo dietro. Una società pronta al collasso che non rinuncia però ai retaggi di un tempo.
Charlie ed Emma sono la rappresentazione perfetta della coppia contemporanea. Lui storico dell’arte, apparentemente impacciato ma di una cultura smisurata; lei editor in ambito letterario. La loro casa, perfettamente ammobiliata in pieno stile odierno, sembra uscita direttamente dal monologo di Tyler Durden in Fight Club: ogni oggetto scelto con cura maniacale, come se l’arredamento fosse un’estensione dell’identità. Il divano giusto, le posate giuste, il copripiumino giusto. Cosa potrebbe andare storto?
A darci i primi indizi su ciò che potrebbe accadere è proprio l’intenzione sonora e musicale dello stesso film ma non si tratta di un’allegra marcia nuziale. Nell’attimo che anticipa il primo incontro tra i futuri promessi sposi, Brogli contestualizza la scena attraverso una musica ipnotica e un sound design minimalista e tensivo. Charlie avvicinandosi ad Emma, presa nel leggere un romanzo, sembra quasi uno stalker più che un possibile spasimante. Ogni sua azione o passo viene cadenzato da un fruscio, un rumore bianco, che più che rendere la scena romantica, ne enfatizza il suo aspetto più macabro.
Quindi già nelle sue intenzioni The Drama ci invita a scorgere molto più di quanto pensiamo possa effettivamente accadere. Nella sua struttura che alterna momenti di preparazione al matrimonio, comici quanto imbarazzanti, fino alla rivelazione del segreto che cambierà tutte le carte in tavola, è un susseguirsi di avvenimenti, anche apparentemente secondari, che volontariamente spingono lo spettatore ad interrogarsi anche su sé stesso.
Lo potremmo definire a tutti gli effetti un film matriosca, in cui ogni bambola precedentemente scoperta, non fa altro che alimentarne altre fino all’infinito. Ogni dilemma apre una nuova domanda, ogni comportamento risponde ad una conseguenza. Chi è il nostro partner? Chi siamo noi?
Brogli analizza l’essere umano contemporaneo mettendolo davanti al dilemma di sempre, il per sempre sì, ma la sua vera intenzione è sdoganare chi siamo noi realmente rispetto a ciò che consideriamo etico e cosa no. Se una persona è recuperabile o sarà destinata a recitare sempre la stessa parte.
Il modo in cui tutto viene fuori in maniera quasi tragicomica sembra sia l’espressione perfetta del romanzo dell’assurdo, ma anche un thriller contemporaneo in chiave hitchcockiana, soprattutto nel mondo in cui la colonna sonora comunica con lo spettatore.
Nella musica composta da Daniel Pemberton convivono molteplici aspetti del genere sopracitato. L’utilizzo spasmodico del clarinetto, il sottotesto violinistico ipnotico, sembrano quasi la rappresentazione down-tempo del famosissimo tema di Bernard Herrmann composto per Psyco, e tutto ciò non sembra affatto casuale.
watched the drama and by the time i got to the wedding i got nauseous
— emaya (@1stEthicalLeo) April 4, 2026
Uno dei due protagonisti nasconde un segreto che potrebbe palesare una doppia identità del suddetto, così come il famigerato Anthony Perkins di Hitchcock. Se pur i due personaggi non hanno una palese associazione, è interessante come il compositore ne enfatizzi questo aspetto, provocando così uno estraniamento uditivo e sonoro, rispetto ad un film che dovrebbe essere a tutti gli effetti una commedia romantica.
Ma nell’effettivo cos’è il romanticismo oggi? A24 già con Material Love di Celine Song aveva tentato la strada del rinnovamento dei film romantici americani, ma con The Drama sembra proprio volerne distruggere l’essenza. Come analizza la scrittrice Mandy Len Catron nel suo saggio, What you lose when you gain a spouse, sposarsi comporta una perdita strutturale di identità: ci si inserisce in una rete di aspettative sociali che ridefiniscono chi sei — non più individuo ma metà di una coppia — e questo processo implica il sacrificio di amicizie, autonomia, e parti di sé che esistevano prima della relazione. La sua tesi non è che il matrimonio sia sbagliato, ma che il costo di quella trasformazione venga sistematicamente ignorato o romanticizzato.
E cosa succede quando ciò che nascondi può mettere a repentaglio non solo la tua relazione ma l’immagine sociale che hai a fatica costruito negli anni? The Drama è sempre sul punto di crollare senza mai abbattersi, è una costante puntina di un giradischi che va a vuoto prima di sganciarsi completamente dal suo reale fine.
La paura che ogni nostro segreto possa essere mostrato diventa sensoriale e non più esperienziale. Borgli e Pemberton giocano con le nostre debolezze rendendoci inermi rispetto a ciò che sta per accadere. Nonostante il coltello non venga mai affondato cruentemente è la sua sottile linea rossa a rendere il tutto sapientemente ansiogeno lasciando un senso di completo e totale spaesamento.
Brogli non realizza un film perfetto, ma sicuramente ci regala uno dei lungometraggi più interessanti dell’anno capace di parlare di oggi più di tanti film apparentemente impegnati. The Drama è la commedia romantica più orrorifica di sempre.




