System 0: il futuro circolare di Arc’teryx

Nel mondo dell’abbigliamento tecnico, la performance è da sempre il principale punto di riferimento attorno al quale si sviluppa il processo di progettazione. Resistenza, impermeabilità, leggerezza e durabilità sono caratteristiche che determinano il valore di un prodotto, soprattutto quando è destinato ad affrontare condizioni ambientali particolarmente impegnative. Ma cosa succede quando a queste esigenze si aggiunge la necessità di ripensare l’intero ciclo di vita di un capo?

È da questa riflessione che nasce System 0, il nuovo framework sviluppato da Arc’teryx per integrare la circolarità all’interno del proprio processo di product design. Presentato attraverso il progetto Circular by Design durante il MADEBACK Festival, System 0 non si limita a intervenire sulla scelta dei materiali, ma cerca di mettere in relazione progettazione, servizi di riparazione e soluzioni per il fine vita dei prodotti.

Per approfondire la filosofia e gli obiettivi del progetto abbiamo parlato con Alex Plante, Vice President Advanced Concepts di Arc’teryx. Ci ha raccontato come è nata questa iniziativa e quali cambiamenti potrebbe introdurre nel settore dell’abbigliamento outdoor.

«System 0 nasce dalla consapevolezza che nessun prodotto o servizio, preso singolarmente, possa essere davvero circolare», spiega Plante. Piuttosto che concentrarsi su un singolo aspetto della produzione, Arc’teryx ha individuato la necessità di costruire un ecosistema in cui prodotti, servizi e consumatori possano interagire durante tutte le fasi della vita di un capo. La circolarità, in questa prospettiva, non riguarda soltanto ciò che accade durante la produzione, ma anche tutto quello che viene dopo l’acquisto.

Il primo prodotto a concretizzare questa visione è la Sperro SV, una hardshell tecnica scelta proprio per la complessità che comporta la sua realizzazione. Materiali, costruzione, protezione dagli agenti atmosferici e resistenza sono elementi che rendono particolarmente difficile ripensare un capo di questo tipo secondo principi circolari.

La scelta di partire da una categoria così complessa non è casuale. «Non siamo partiti da un obiettivo di sostenibilità per poi cercare di sviluppare un prodotto che vi si adattasse. Siamo partiti dai nostri più elevati standard prestazionali e ci siamo chiesti se fosse possibile integrare la circolarità al loro interno», racconta Plante.

Ma la parte più interessante di System 0 riguarda forse il modo in cui ridefinisce il rapporto tra un brand e i propri consumatori. Tradizionalmente, gran parte della relazione tra azienda e cliente si esaurisce nel momento dell’acquisto. Con questo framework, invece, Arc’teryx vuole estenderla anche alle fasi successive, incoraggiando la cura, la manutenzione e la riparazione dei prodotti.

«System 0 permette ai consumatori di assumere un ruolo più attivo nella cura, nella riparazione e nell’estensione della vita dei propri prodotti, creando una relazione continuativa tra il consumatore, il prodotto e Arc’teryx», spiega Plante. L’obiettivo è costruire un sistema in cui il prodotto non venga considerato un oggetto isolato, ma parte di un processo più ampio, supportato da servizi che ne accompagnano l’intero ciclo di vita.

La Sperro SV rappresenta quindi un primo passo all’interno di una strategia destinata a coinvolgere anche altre categorie di prodotto. Alla domanda sui prossimi sviluppi, Plante conferma che esiste già una roadmap dedicata alle future applicazioni di System 0, senza però anticipare tempistiche o prodotti specifici.

«Questo approccio richiede un livello di trasparenza e comprensione dei materiali che non si limita ai componenti principali, ma prende in considerazione anche quegli elementi che normalmente non vengono osservati o dichiarati, come ausiliari, agenti di processo e additivi».

System 0 non si presenta quindi come una soluzione definitiva, ma come un percorso attraverso cui Arc’teryx intende ripensare progressivamente il modo in cui i propri prodotti vengono concepiti, utilizzati e recuperati. La sfida sarà riuscire a trasformare questa visione in una pratica applicabile su scala più ampia, mantenendo intatti quegli standard tecnici che hanno contribuito a definire l’identità del brand.