Nel parco della città di Hirosaki, nella prefettura di Aomori, nel nord del Giappone, recentemente migliaia di persone hanno spostato a mano la torre di una fortezza medievale, alta oltre 14 metri e pesante circa 400 tonnellate. La struttura è stata fatta avanzare molto lentamente su un sistema di binari e rulli, mentre i volontari, organizzati in lunghe file, tiravano robuste funi per far avanzare l’edificio. Lo spostamento si è reso necessario per via di un intervento di restauro della fortezza e, per farlo, l’amministrazione locale ha scelto di coinvolgere direttamente la comunità, recuperando una tecnica tradizionale giapponese conosciuta come hikiya, che permette di trasferire interi edifici – seppur molto lentamente – senza doverli smantellare: alla base della struttura vengono installate impalcature provvisorie dotate di rulli, sulle quali l’edificio può essere fatto scorrere – volendo anche a mano, per l’appunto.
L’iniziativa è stata molto apprezzata e partecipata dalla comunità locale e non solo, attirando un numero di volontari molto superiore a quello necessario: le candidature sono state infatti più di 8mila, arrivate non soltanto dal Giappone ma anche da turisti e persone provenienti dall’Europa e dal Nord America. I volontari chiamati a partecipare materialmente allo spostamento sono stati quindi selezionati tramite un’estrazione a sorte e forniti di tutto il necessario per eseguire il lavoro. Soltanto nel corso di un fine settimana, circa 1.800 persone hanno preso parte alle operazioni, riuscendo complessivamente a far avanzare la torre di oltre due metri. L’iniziativa è stata documentata con numerosi video, diventati piuttosto popolari sui social network: si vedono i volontari disposti in lunghe file, quasi come in una gigantesca gara di tiro alla fune, mentre si incoraggiano gridando «so-re!», che significa «tira!», e seguendo il ritmo di un tamburo suonato da uno dei partecipanti.
Dopo che i cittadini hanno fatto avanzare la torre di diversi metri sfruttando solamente la loro forza, l’operazione è proseguita con l’impiego di appositi macchinari, che hanno spostato la struttura di circa altri 70 metri. Quello appena concluso non è però il primo trasferimento della torre di Hirosaki: dal 2015 il complesso è infatti interessato da un importante intervento di restauro delle mura in pietra della fortezza, che ha reso necessario rimuovere temporaneamente la torre senza demolirla. Il comune scelse allora di sollevare l’intera struttura e farla scorrere su rotaie e rulli per una distanza di circa 70 metri, coinvolgendo anche in quell’occasione la popolazione locale in un’iniziativa collettiva. Ora, terminati gli interventi sulle mura, la torre è stata riportata verso la sua posizione originaria. La fortezza in questione venne costruita nel 1611 e si compone di una serie di cortili racchiusi da mura, all’interno dei quali sorge la torre principale. Nel corso dei secoli, il complesso – che si trova in quello che oggi è uno dei parchi giapponesi più conosciuti per la celebre fioritura dei ciliegi in primavera – è stato più volte danneggiato e sottoposto a interventi di ricostruzione e restauro. Per esempio, la torre originaria, che aveva cinque piani, si distrusse durante il Seicento dopo essere stata colpita da un fulmine – l’incendio che ne seguì la rase completamente al suolo. La struttura fu ricostruita nell’Ottocento, ma con alcune modifiche rispetto all’edificio precedente: venne ridotta a tre piani e collocata in una posizione diversa all’interno del parco. Oggi quella di Hirosaki è una delle poche torri di castelli dell’epoca feudale ancora presenti in Giappone.
La hikiya è una tecnica tradizionale giapponese sviluppata per spostare edifici interi mantenendone intatta la struttura. Il termine indica proprio questo tipo di trasferimento e deriva da hiku, «tirare», e ya, «edificio». Il procedimento richiede innanzitutto di separare la costruzione dalle sue fondamenta, distribuendone il peso su una struttura temporanea composta da travi di legno e sistemi di sostegno. Una volta sollevato l’edificio, sotto la base vengono collocati elementi che ne consentono lo scorrimento, mentre il movimento viene controllato attraverso funi e sistemi di trazione. In questo modo è possibile far avanzare lentamente la costruzione anche lungo percorsi preparati appositamente, correggendo progressivamente la direzione e distribuendo il peso per evitare deformazioni o danni alla struttura. La hikiya è stata impiegata soprattutto per preservare edifici storici, in particolare quando la costruzione di nuove strade, infrastrutture o opere di manutenzione avrebbe richiesto di demolirli. Invece di ricostruire l’edificio altrove, la tecnica permette quindi di conservarlo nella sua forma originale e di cambiarne soltanto la posizione, adattandosi alle caratteristiche della struttura e del terreno. Ancora oggi viene utilizzata in Giappone per interventi di conservazione del patrimonio architettonico, anche in ottica promozionale, affiancando poi strumenti e tecnologie più moderne.