La pelle è la membrana che ci connette al mondo. È il nostro modo di toccare ed essere toccati, il primo strumento per esperire l’umano e trasformarlo in conoscenza.
Il nuovo défilé di Ferrari dedicato alla stagione autunno/inverno 2026 nasce da questa riflessione, che viene elaborata dal direttore creativo Rocco Iannone in una dimensione fatta di empatia, connessione e pluralità.
Per la sua decima collezione, lo stilista immagina infatti abiti che, come ideali seconde pelli, trasformano la nudità in copertura mentre incitano portamento e atteggiamento.









Materie e forme muovono quindi dalle leggerezze impalpabili dell’intimo e del drappeggio degli underpinning alla muscolarità soft della duchesse imbottita, passando per l’asciuttezza delle lane tailoring e la liquidità del cupro. Le linee seguono il corpo, lo magnificano e potenziano, mentre pattern ritmici su maglia imitano scarificazioni che creano superfici fatte di pieni e vuoti.
È la ricerca di una dimensione plurale: la possibilità concessa a loro che incarnano l’ethos del marchio di scegliere chi essere.