Molti sostengono che è stato il popolo di TikTok a portare Sal Da Vinci alla vittoria di Sanremo. A quanto pare, invece, non è proprio così: a determinare il suo primo posto sono state la giuria della sala stampa e quella delle radio. Il televoto, infatti, dava nettamente vincente Sayf, che si è accaparrato il 26,4% dei voti (contro il suo 23,6%). Una volta fatta la media con le altre due giurie, però, come spesso capita la situazione si è ribaltata, anche se è stata questione di pochi centesimi (22,2% per Sal Da Vinci e 21,9% per Sayf). Il che, al di là di tutto, è una notizia che dimostra quanto i pronostici a volte sbaglino alla grande, e quanto puntare sulle novità si rivela spesso la scelta migliore. Quando il cast era stato annunciato, lo scorso dicembre, per il grande pubblico Sayf era un illustre sconosciuto e per i bookmaker aveva delle quotazioni bassissime, si attestava a 33,00: peggio di lui solo Bambole Di Pezza, Eddie Brock e Maria Antonietta e Colombre. Chi ha scommesso su di lui all’epoca – letteralmente e in senso figurato – può dirsi senz’altro soddisfatto.
C’è chi ancora si stupisce di quello che è successo. Eppure ormai dovrebbe essere chiaro che non bisognerebbe mai giudicare un libro dalla copertina, né un artista dalla sua biografia o dai suoi risultati numerici. Il podio di quest’anno lo chiarisce meglio di qualunque altra cosa: ha vinto Sal Da Vinci, un uomo che è arrivato al successo alla soglia dei sessant’anni, seguito a ruota da Sayf, un ragazzo che fino a due mesi fa molti non avevano mai sentito nominare – e di cui nessuno ha ancora capito come pronunciare il nome, vedi i numerosi siparietti e inciampi di Carlo Conti. Completa il podio una ragazza, Ditonellapiaga, che ha scritto una canzone intitolata Che fastidio dopo aver litigato con i suoi discografici, che volevano che cambiasse progetto per virare su atmosfere più classiche, femminili e rassicuranti. Insomma, se c’è una morale in questa favola è che si possono fare tutti i calcoli possibili e adottare tutti gli accorgimenti del caso, ma quando si tratta di musica non si può ragionevolmente prevedere cosa funzionerà e cosa no. Vale per Sanremo, ma anche per tutto il resto dell’anno.
Al di là di tutto, comunque, Sayf che trionfa al televoto è anche la dimostrazione di qualcos’altro: che il concetto di “nazionalpopolare”, per come lo intendono molti giornalisti e commentatori, ormai è superato da un pezzo. A incontrare i gusti della gente comune non sono più necessariamente le canzoni melodiche, strappacuore e piene di retorica, ma anche brani lontanissimi dalla musica leggera della tradizione italiana, che non parlano per forza d’amore e buoni sentimenti, ma portano anche riflessioni più sociali e collettive. Pezzi complessi e innovativi proprio come Tu mi piaci tanto di Sayf, che è tra i migliori portabandiera della nuova scuola rap del nostro paese. Certo, non bisogna però gridare al miracolo: questo è stato un Festival in cui globalmente i brani non hanno brillato in classifica. Se è vero che la playlist di Sanremo è stata per giorni la più ascoltata al mondo e che praticamente tutta la top 10 dei singoli di FIMI è dominata da brani sanremesi (resistono solo Pyrex e Sfera alla n°10), è un’annata fiacca, in cui nessun pezzo ha superato il milione di ascolti nelle prime 24 ore né è entrato nella Top 200 mondiale di Spotify. Non succedeva dall’anno del Covid, quello in cui l’Ariston era senza pubblico e avevano vinto i Maneskin. Insomma, chissà cosa rimarrà di queste 30 canzoni tra qualche mese.
Guardiamo al bicchiere mezzo pieno, però: il 2026 è anche l’anno in cui i gusti della gente comune si confermano più audaci e di ampie vedute rispetto a quelli degli addetti ai lavori. E perfino chi è stato leggermente penalizzato dal televoto e ha invece beneficiato della spinta delle giurie tecniche sembra riconoscere che il popolo è sovrano. Ironia della sorte, infatti, Sal Da Vinci ha voluto dedicare la sua vittoria a Geolier, come lui un simbolo della musica napoletana, che nel 2024 aveva trionfato al televoto, ma aveva visto vincere Angelina Mango proprio per il voto delle altre due giurie: “Condivido questa vittoria con lui, che qualche anno fa non era riuscito a completare l’impresa” ha detto. Chapeau.