No, il “Brazilcore” non esiste

In seguito a un 2022 pieno di -core, è arrivato il momento di cercare una via per evitare di abusare di questo suffisso che tante volte ha aiutato a definire un’estetica appartenente a una ben circoscritta nicchia di persone (vedi il blokecore e il gorpcore), e tante altre ha invece rasentato il ridicolo (vedi il barbiecore). Prima che si inizi a parlare di “Brazilcore” giusto perché qualche persona famosa ha indossato una maglietta con al centro una bandiera con sfondo verde e un rombo color oro, o perché un brand come Places+Faces metterà in commercio una normalissima t-shirt croppata raffigurante la suddetta bandiera con l’aggiunta del proprio branding, è giusto osservare meglio la questione.

Non sono diventati tutti (tutti chi? ovviamente le celebrities) all’improvviso affascinati dal Brasile: quello verde-oro, semplicemente, è un Paese che dispone di una cultura che si è infiltrata alla grande nel mondo occidentale e negli States. Dagli anni 2000 – e più specificamente dal 2002, anno in cui la Nazionale di calcio brasiliana arricchì il suo palmarès vincendo il suo quinto Mondiale – il Brasile iniziò a palesare ancora di più il proprio lato culturale festoso ed energico, e di conseguenza funzionò da gancio per un marchio leader come Nike che, con spot che con il tempo sono diventati leggendari, come quello in cui le note di “Mas Que Nada” di Sergio Mendes suonano in sottofondo, ha alimentato non di poco la fascinazione nei confronti di questo Paese: è partito da un “Joga Bonito” ed è continuato con un “Ai se eu te pego” negli spogliatoi del Santos di Neymar Jr.

E quindi è proprio questo il punto: se ultimamente un tot di personalità hanno indossato magliette brasiliane (siano esse delle semplici t-shirt, delle felpe con zip o magliette da calcio vintage contraddistinte dall’iconico template “Total 90”), è giusto non costruire un -core attorno a questa wave di pezzi d’abbigliamento appartenenti al Brasile (o semplicemente cromaticamente affini). Essendo il Brasile un Paese convenzionalmente conosciuto e associato (seppur in maniera generalizzante e talvolta superficiale) a un luogo che sprizza gioia di vivere da tutti i pori, è bello ma soprattutto genuino pensare che, chi preferisce, può aprire il proprio armadio e indossare quella bandiera, quei vestiti, in maniera del tutto spensierata. Ci scommettiamo: chi veste queste maglie non ha mai sentito parlare di Brazilcore – né ha intenzione di inserirsi in questa categoria.