Questo weekend Nike ha portato a Londra la finale più che unica del loro After Dark Tour riunendo 5000 donne in una gara di corsa lunga 10km che ha rappresentato lo spirito del brand e l’animo della community che lo circonda.
La volontà di riunire runner donne aveva uno scopo preciso: quello di dare spazio alla competizione femminile e di permettere alle runner di riappropiarsi degli spazi e dei tempi della corsa, non scontati per chi deve ancora superare il grosso scalino della corsa solitaria e notturna. Lo spazio dell’After Dark Tour voleva supportare ma soprattutto motivare le runner presenti, permettendogli di mettersi in gioco in una gara senza precedenti in cui l’obbiettivo era solo farcela. Per alcune il risultato era correre tutti i 10km della gara, per altre smarcare un record personale e per altre ancora vincere l’intera race, a riprova dello spazio libero che questa gara ha dedicato a tutte le donne partecipanti.
Il format unico prevedeva una corsa di qualificazione di 1km a cui seguiva una gara da 10km divisa tra spazi interni ed esterni in un anello da 2,5km pensato per mettere alla prova le runner per velocità e resistenza. L’atmosfera di tutto questo era però quello che ha reso la finale della Nike ADT veramente speciale: sentirsi parte di una community in uno sport che troppo spesso è considerato solitario, e soprattutto divertirsi proprio in quanto parte fondante della comunità di riferimento. La competizione palpabile ha motivato le partecipanti a oltrepassare i propri limiti in un ambiente safe in cui fare tutto questo — accompagnate dai dj set live di Girls Don’t Sync e Rachael Anson e dalla musica selezionata da Apple Music e Beats, tutto seguito dall’esibizione live di PinkPantheress.
«Milano è la contrapposizione di due stili di vita completamente diversi: da una parte la vita lenta e dall’altra la città cosmopolita che corre. È in questa contrapposizione che sta il suo animo ribelle».
Sofia Spini, designer e stylist del “rebel pack” Milano di Nike
Alla gara hanno partecipato anche i team di diverse città in cui il tour di Nike aveva già fatto tappa: Milano, Parigi, Barcellona, Berlino e Londra. Arrivano da qui i runner “ribelli” che Nike definisce audaci, anticonformisti, fatti per percorrere la strada più difficile e che quindi hanno bisogno di look specifici che li aiutino ad avere una spinta in più quando escono per una corsa e per affrontare una nuova sfida. “Rebel by design” è quindi il punto di incontro tra performance e moda in cui però è la ribellione a fare da protagonista. Per questi Nike ha pensato a degli speciali “rebel pack” disegnati da creativi delle diverse città per reinterpretare l’animo di ognuna e trasformarli in look custom per le runner di ogni team, staccati dalle classiche collezioni Nike e tutti ispirati all’idea di “rebel by design”. Per il team di Milano i race kit sono stati pensati dalla stylist Sofia Spini mischiando lo spirito milanese di designer e architetti come Gio Ponti, Gae Aulenti, Bob Noorda e Franco Albini alla tecnicità dei capi da corsa che devono garantire le prestazione. Lo stile di Sofia riflette in primis la passione per l’eredità italiana, ma onora anche lo streetwear e le stratificazioni vintage in una chiave molto minimalista ma piena di emozione e poetica. Il “rebel pack” di Sofia fa da specchio alla modalità preferita di design milanese: soluzioni modulari, eleganza e nessuno spreco, per i runner che credono in una ribellione progettata e intelligente. Ogni città ha avuto il suo designer ad interpretarne l’animo ribelle ed è stata quindi rappresentata in gara da un team “personalizzato” e ben riconoscibile all’interno della marea di runner che hanno partecipato all’ADT, costruendo una community dentro una community.
Durante l’evento del 23 novembre, Nike ha comunque celebrato la cultura del running londinese che ospitava l’ultima tappa del tour attraverso un’Athlete Zone in cui si sono susseguiti gli interventi di personalità come AJ Odudu e Imani Lara Lansiquot, velocista britannica. Il resto degli spazi after race erano dedicati invece a esperienze esclusive, workshop creativi e opportunità di personalizzazione, accompagnate dal merchandising brandizzato Nike.
Alla gara hanno invece partecipato atlete di fama mondiale come Dina Asher-Smith, Faith Kipyegon e Sifan Hassan, affianco alle runner di tutto il mondo. Gli atleti d’élite di Nike hanno partecipato ai panel e gareggiato insieme alle partecipanti, premiando le vincitrici. In realtà tutte le runner che hanno concluso da gara, a prescindere dai risultati, hanno ricevuto una collana-medaglia mentre le prime classificate delle tre wave di 10 km si sono aggiudicate il prestigioso trofeo Goddess of Victory e un’esperienza di allenamento con gli atleti internazionali dell’M11 Track Club.
La gara ha raggiunto l’obiettivo: ha celebrato la competizione, l’individualità e la gioia della corsa motivando la grandissima community delle runner a essere sempre di più parte del movimento globale che sta portando la corsa al centro del discorso sull’attività sportiva accessibile, motivante e che crea bellissimi spazi di condivisione.















