Moschino S/S ’26: il futuro nasce dalla rilettura del passato

Riutilizzare, riciclare, reimmaginare. Queste tre parole rappresentano i principi cardine su cui è stata sviluppata la collezione primavera/estate 2026 di Moschino disegnata da Adrian Appiolaza, la quale trova la sua essenza all’interno di un panorama in cui il futuro della moda nasce dal rispetto e dalla rilettura del passato.

Il direttore creativo del brand parte infatti da una sincera ispirazione nei confronti dell’arte povera, movimento artistico profondamente italiano dove molto veniva fatto con poco, il che si traduce con un ritorno alla semplicità e all’esaltazione della pura ingegnosità dell’atto creativo come strumento di trasformazione.

Pezzi già esistenti vengono quindi ricalibrati: gli abiti vengono stropicciati, rattoppati e combinati per diventare la materia grezza di nuove creazioni, di vestiti e accessori; materiali e gesti umili e umani come il sacco di juta, la corda, il legno, i lacci, i nodi vengono sublimati; fiori dal gusto naïf diventano ricami poetici, sparsi su abiti e completi; sacchi di patate si trasformano in un top e una gonna da sera.

È una vera e propria riflessione sui valori e sul significato stesso del lusso, che in questo caso è evocato dalla mano, dall’artigianato e dalla gioia del fare. In altre parole, l’ordinario si fa straordinario.