Ci sono personaggi che riescono a superare i confini della propria epoca, diventando punti di riferimento anche per chi non ha vissuto gli anni in cui hanno raggiunto il successo. Il loro impatto non si misura soltanto attraverso i dischi venduti, i film interpretati o le immagini entrate nell’immaginario collettivo, ma soprattutto nella capacità di continuare a influenzare il presente.
È il caso di Cher, Grace Jones e JENNIE, tre figure che, pur appartenendo a mondi e generazioni differenti, condividono la stessa attitudine a non seguire percorsi già tracciati. È per questo motivo che Moncler ha scelto proprio loro come protagoniste di Re/Icons, la nuova campagna con cui il brand torna a guardare al proprio archivio per reinterpretare alcuni dei suoi capi più riconoscibili.
Più che una semplice operazione nostalgica, il progetto mette in relazione un patrimonio costruito nel tempo con personalità che hanno fatto della reinvenzione uno degli elementi centrali della propria identità.
Ispirati alle fotografie d’archivio di Lionel Terray, gli scatti realizzati ritraggono le tre protagoniste attraverso immagini dal forte impatto visivo in cui indossano reinterpretazioni di capispalla e accessori iconici dell’azienda.
Cher, che più di chiunque altro rappresenta la possibilità di reinventarsi senza perdere la propria identità, sfoggia la giacca Himalaya bianca e la Verone nera abbinate a una sciarpa gialla.
JENNIE, con la sua presenza internazionale maturata nel panorama K-pop e consolidata attraverso il suo percorso individuale, viene invece immortalata mentre indossa il piumino Karakorum nero e il gilet Tibb color caramello.
Infine c’è Grace Jones, probabilmente la figura che più di tutte ha trasformato la propria immagine in un linguaggio artistico. Musicista, performer e icona culturale, ha fatto dell’anticonformismo una forma di espressione, mettendo in discussione le convenzioni legate al genere e alla rappresentazione del corpo. In questo caso, il suo stile viene rappresentato dal modello Karakorum viola.
A tenere insieme questi tre universi è il lavoro di Gabriel Moses, fotografo e regista che firma l’advertising con un racconto visivo capace di creare un punto d’incontro tra memoria e presente.




