Dopo alcune stagioni segnate da un forte interesse per l’Asia e per le solite destinazioni europee, il mondo della moda torna nuovamente a guardare verso gli Stati Uniti con un occhio rivolto agli affari.
Louis Vuitton è stato il primo nome a muoversi in tal senso, annunciando che la collezione Cruise 2027 disegnata da Nicolas Ghesquière verrà presentata a New York il 20 maggio. A ruota, anche altri due big come Dior e Gucci hanno scelto l’America per le rispettive sfilate nello stesso mese, puntando su Los Angeles e di nuovo sulla Grande Mela.
E se, come diceva Agatha Christie, tre indizi fanno una prova, è piuttosto evidente che questi esempi non sono dei casi isolati, bensì dei tasselli di una strategia condivisa più ampia.
Il mercato americano si trova infatti in un momento in cui la clientela locale mostra segnali concreti di ripresa. Ciò significa che la scelta da parte delle maison di organizzare dei défilé nel continente a stelle e strisce non riguarda soltanto l’immaginario estetico, ma intercetta dinamiche economiche e commerciali in piena evoluzione.
In Europa, per esempio, il terzo trimestre del 2025 ha evidenziato una contrazione del 2% nelle vendite organiche, mentre negli USA LVMH ha registrato un +3%. Un’inversione di rotta, questa, confermata anche nei risultati di Kering, che ha indicato il Nord America tra i principali driver di crescita segnalando le Americhe in salita del 12%.
Il messaggio è dunque piuttosto chiaro: dopo una fase di rallentamento, il mercato statunitense sta tornando a essere interessante per i grandi gruppi del lusso. E non solo per la capacità di spesa dei clienti (che continua a sorprendere in positivo), ma anche per il valore dell’ecosistema culturale e mediatico, il quale è capace di amplificare visibilità, storytelling e rilevanza culturale.