MCM, adidas e FC Bayern portano il lusso nel mondo del calcio

Il calcio non è più soltanto una questione di campo, così come la moda non è più un mondo separato dallo sport. Tra identità, appartenenza e cultura popolare, i confini tra questi universi si fanno sempre più sottili. È proprio da questo incontro che nasce la nuova capsule collection firmata MCM, adidas e FC Bayern, un progetto che unisce il patrimonio della maison tedesca, l’eredità sportiva di adidas e l’identità di uno dei club più riconoscibili del calcio internazionale.

La collezione arriva nell’anno in cui MCM celebra il suo cinquantesimo anniversario e nasce da una collaborazione che affonda le radici nel rapporto con la squadra femminile del Bayern Monaco, di cui il brand è diventato Official Travel Luggage Partner. Il progetto si traduce in una selezione di accessori da viaggio, abbigliamento e calzature che prova a portare alcuni codici del calcio all’interno del guardaroba quotidiano, senza rinunciare all’estetica distintiva di MCM.

Il punto di partenza sono due modelli iconici della maison: l’Ottomar Weekender e lo Stark Backpack. Entrambi vengono reinterpretati attraverso l’inconfondibile monogramma Visetos color cognac, accompagnato dallo stemma del Bayern e da dettagli in pelle color crema che aggiungono un richiamo sportivo alla lavorazione degli accessori. Sul fronte dell’abbigliamento, adidas rilegge invece le proprie silhouette più classiche, a partire dalla tuta, combinando le tre strisce con i motivi storici di MCM. La proposta comprende maglie da calcio unisex e da donna, track top con zip integrale, pantaloni ampi e jogger, in un equilibrio tra sportswear e lusso contemporaneo.

Ma cosa rende davvero interessante una collaborazione di questo tipo, in un momento in cui le contaminazioni tra brand di moda e mondo del calcio sono sempre più frequenti? Per Dirk Schönberger, Chief Brand Officer di MCM, la risposta va oltre la semplice combinazione di loghi. «I vecchi confini tra lusso e sport stanno diventando sempre meno rilevanti», ci spiega. Oggi il calcio è anche cultura, identità, comunità e un mezzo attraverso cui esprimere la propria personalità. I giocatori, del resto, sono diventati figure culturali capaci di influenzare non soltanto il modo di vestirsi, ma anche il modo in cui le persone si percepiscono.

Una trasformazione che si lega naturalmente alla storia di MCM. Nato a Monaco di Baviera nel 1976 come alternativa al lusso tradizionale, il brand ha costruito la propria identità attorno al viaggio, all’individualità e a uno spirito indipendente. Il calcio, dall’altra parte, porta con sé un senso di appartenenza che si costruisce attraverso generazioni di tifosi, ricordi condivisi ed esperienze collettive. È proprio questa dimensione emotiva, secondo Schönberger, a creare un legame tra i due mondi.



«Il patrimonio di un marchio è un punto di partenza, ma non basta: la vera sfida è continuare ad avere un significato per le persone nel presente. Per questo, una collaborazione efficace deve riuscire a creare qualcosa che i singoli brand non avrebbero potuto realizzare da soli».

Schönberger conosce bene il mondo adidas, avendoci lavorato per molti anni, e individua nell’incontro tra competenze diverse il valore del progetto: da una parte l’attenzione di adidas per funzionalità, innovazione e performance, dall’altra la ricerca di MCM su artigianalità, design e individualità, a cui si aggiungono la storia e il legame con i tifosi del Bayern. L’obiettivo è far dialogare queste identità senza snaturarle, dando vita a una nuova prospettiva culturale anziché a una semplice operazione estetica.

Un ruolo centrale è riservato alla squadra femminile del Bayern Monaco. Durante il tour estivo del club, MCM ha accompagnato le giocatrici fornendo borse e zaini esclusivi, mentre la campagna della capsule è stata fotografata a Tokyo. Tra architetture tradizionali e giardini giapponesi, le immagini mostrano le atlete lontano dal campo, in momenti più spontanei e tranquilli, restituendo spazio anche alla loro identità personale.

La scelta di lavorare con il Bayern Women riflette una precisa visione del calcio femminile, che secondo Schönberger merita di essere raccontato per quello che è, senza essere continuamente misurato sul modello maschile. Per i brand, il compito non dovrebbe limitarsi ad aumentare la visibilità delle atlete, ma comprendere le loro personalità, le loro ambizioni e le loro esigenze, offrendo loro nuove possibilità di espressione. «Il nostro ruolo non è definire il calcio femminile o dire alle giocatrici chi dovrebbero essere», racconta Schönberger. «È ascoltarle, sostenerle e creare le condizioni perché possano esprimersi a modo loro».

Una riflessione che si estende al modo in cui MCM sceglie di dialogare con la cultura contemporanea. Per Schönberger, la rilevanza culturale non si costruisce cercando di essere ovunque, ma individuando gli spazi in cui un brand ha davvero qualcosa da offrire. In un panorama in cui le collaborazioni sono diventate una presenza costante, la differenza sta proprio nella capacità di creare relazioni autentiche e significative. Perché mettere insieme tre nomi riconoscibili può attirare l’attenzione, ma è quello che riescono a costruire insieme a determinare il valore di un progetto.