A Moschino non serviva un altro designer disposto a ripetere Franco Moschino. Serviva qualcuno disposto a capire perché, ancora oggi, lo stilista italiano riesca a parlare alla gente. È da questa premessa che Loris Messina e Simone Rizzo hanno costruito il loro debutto alla guida creativa della maison, presentato oggi durante la Milano Fashion Week.
Per i due fondatori di SUNNEI, arrivati al brand dopo l’uscita di Adrian Appiolaza nel giugno scorso, si tratta di un passaggio particolarmente significativo: non soltanto perché è la prima collezione disegnata per una grande casa di moda, ma perché la firma del gruppo Aeffe rappresenta forse uno dei pochi marchi italiani in cui ironia e critica del sistema fanno parte dello stesso DNA. Inutile dire quindi come l’appuntamento era uno dei più attesi della kermesse dedicata alla stagione primavera/estate 2027.
Il duo alla direzione creativa ha allora scelto di guardare all’archivio come a un laboratorio più che come a un catalogo di oggetti da citare. Non hanno riprodotto i singoli elementi, ma il metodo: sofisticato e irriverente, ideale per una persona libera di vestirsi come vuole, con una certa cultura del prodotto e senza bisogno di prendere troppo sul serio le convenzioni del lusso.
Dunque niente smile, loghi urlati e citazioni pop. Nemmeno una diretta streaming, ma un défilé basato sulla vita reale, con modelle e modelli che hanno sfilato tra persone comuni, chi con la bicicletta, chi con il passeggino e chi semplicemente come se stesse passeggiando in città. I look erano carichi di stampe, sfrangiature, drappeggi e costruzioni scultoree, ma anche ricchi di divertimento. Quello che possiamo dire è, come recita la t-shirt del finale, GOOD LUCK.












