“Less I, More Us”: la prima collezione di Maria Grazia Chiuri per Fendi

L’esordio di Maria Grazia Chiuri alla guida di Fendi segna una doppia svolta. Dopo anni trascorsi a ridefinire l’immaginario femminile di Dior, la designer torna infatti simbolicamente a casa, riportando a Roma una visione che intreccia artigianalità, memoria e consapevolezza contemporanea attraverso l’heritage di una maison desiderosa di un degno rilancio.

Se negli anni di Karl Lagerfeld e sotto la direzione di Silvia Venturini Fendi la casa di moda ha costruito un linguaggio potente e riconoscibile, in questo nuovo capitolo si interviene in modo sottile ma deciso. L’intenzione non è quella di cancellare il passato, bensì analizzarlo e ricomporlo per creare qualcosa di fresco e al tempo stesso rispettoso.

Il risultato è quindi una sfilata che parla di identità e appartenenza, ma anche di trasformazione (e da qui il titolo “Less I, More Us”). Ci si interroga sul ruolo dell’abito nella società odierna e la risposta viene trovata nell’artigianato e nel potere narrativo di esso.

In tutto questo la Città Eterna diventa la struttura portante: una luogo stratificato, dove passato e presente convivono senza soluzione di continuità. Ecco allora che le silhouette si fanno scultoree ma fluide, con un equilibrio studiato tra rigore e leggerezza. I richiami agli archivi, dalle lavorazioni in pelle alle costruzioni sartoriali, dialogano con una nuova idea di femminilità: meno decorativa, più consapevole. L’approccio è pragmatico e non eccessivamente concettuale. Non è nostalgia, è evoluzione