La vecchia Apple avrebbe fatto un iPhone pieghevole?

Dopo soli nove giorni dalla presentazione del nuovo CEO John Ternus, Apple, tramite il suo consueto appuntamento di settembre, presenta la nuova collezione di iPhone.

Quello che stupisce maggiormente durante il racconto dei nuovi prodotti, è però chiaramente il “one more thing”, il nuovo iPhone Duo, il primo telefono Apple con schermo pieghevole.

Sebbene sia una sorpresa in ambito tech (dopotutto è il primo telefono di Apple in grado di piegarsi), non è di certo il primo telefono pieghevole della storia, anzi. 

Il primo “smartphone” con uno schermo pieghevole è stato il FlexPai, lanciato già nel 2018 dall’azienda Royole, senza particolare successo. Il concetto di “smartphone pieghevole” su scala globale venne poi realizzato solo un anno dopo da Samsung, grazie al suo Galaxy Fold.

Se vogliamo fare addirittura un passo indietro, il primissimo concetto di “telefono pieghevole” appartiene all’azienda Siemens, con Grillo, il primo telefono in grado di richiudersi, disegnato nel 1965 da Richard Sapper e Marco Zanuso (sì, tipologia estremamente lontana da iPhone Duo: non vi era uno schermo multiplo, i tempi erano completamente differenti e a “chiudersi” era l’area di composizione dei numeri).

Tornando al lancio di iPhone Duo, la prima questione che viene in mente è: Come mai Apple, nel 2026, decide di lanciare un prodotto che è già nelle memorie e nell’immaginario collettivo delle persone?

La chiave di lettura di questa mossa strategica ha a che fare con le cifre economiche che questo prodotto potrebbe generare per l’azienda di Cupertino.

Apple è un’azienda in grado di “rendere più accettata e comprensibile” un’intera tipologia di nuovi prodotti. Se ad oggi il mercato dei “foldables” copre solamente il 2% del mercato globale della telefonia, Apple potrà sicuramente sia entrare in questo settore, sia aumentare il numero totale di utilizzatori di “telefoni pieghevoli”, convergendo e andando a trasformare in propri utenti anche alcuni utilizzatori di altri competitor diretti, come Samsung e Xiaomi.

Oltre a questo, Apple, può andare a generare notevoli flussi di cassa attraverso un unico prodotto con un altissimo prezzo al pubblico. Questo telefono, con un prezzo di partenza di 2000 dollari, potrà generare, infatti, per singolo pezzo venduto, un enorme guadagno per l’azienda. La posizione alta, inoltre, potrebbe coinvolgere numerosi “nuovi utenti” con disponibilità economiche estremamente elevate.

Primo telefono pieghevole – Grillo (Siemens), 1965;
Primo smartphone pieghevole – FlexPai (Royole), 2018;
Primo iPhone pieghevole – iPhone Duo (Apple), 2026

Un altro punto a favore di Apple è sicuramente entrare in un mondo già esplorato, evitando alcuni rischi su tecnologia ed investimenti. Alcuni rumors infatti riportano le notevoli tempistiche di sviluppo da parte di Apple su questo prodotto (più di 8 anni!), proprio per andare a risolvere tutte quelle componenti tecniche, tecnologiche, di produzione e di assemblaggio, che hanno reso più vicine alla critica alcune funzioni o risultati estetici dei precedenti telefoni pieghevoli (ad esempio la classica “riga” antiestetica formatasi al centro di alcuni schermi pieghevoli).

Apple ha lavorato ed investito tanto per garantire la qualità estetica di quel preciso dettaglio che può essere particolarmente sotto i riflettori (appunto, la parte che “si piega”), progettando anche incredibili effetti visivi (blur progressivi che simulano su una parte di schermo la riflessione dell’altra parte di schermo in apertura o chiusura) per migliorare il livello di esperienza dell’utente. Sono state integrate anche diverse nuove funzioni, garantite dalla composizione e dalla struttura di questi due schermi (uno esterno, più piccolo, e uno interno, più grande), che potranno ampliare una già elevatissima lista di funzioni a disposizione.

Se da un lato, quindi, a livello economico è una scelta estremamente sensata e comprensibile, che può portare numeri al tavolo degli investitori e garantire un buon fatturato, dall’altro, porta a Cupertino qualche elemento o sfida da tenere a mente.

Adesso per Apple, infatti, le sfide sono principalmente due:

La prima, la più importante, è non perdere la propria identità di innovatori. Apple ha costruito sia la propria riconoscibilità sia la propria storia attraverso la capacità di essere innovatrice di oggetti di estrema qualità (sia di hardware che di software) capaci di essere utilizzati dal mondo intero e di stravolgere un intero ecosistema. Oggi, presentando come “progetto di punta” un oggetto che è già all’interno del mondo tech, già compreso e già “visto”, il rischio di perdere il primato di “unica innovatrice” c’è. Se pensiamo poi che Apple con questa tipologia di prodotto, arriva dopo diversi anni sia rispetto alle già citate Samsung e Xiaomi, che hanno comunque migliorato tanto e raggiunto risultati estetici e qualitativi elevati, si potrebbe quasi pensare che Apple, in questo caso, sia passata dall’essere innovatrice, a diventare una follower.

La seconda, più indiretta, ma sempre importante, deve continuare ad investire in questo ecosistema del “foldable, se non vuole che nel giro di un paio d’anni venga brutalmente dimenticato e poco valorizzato, come qualcuno sottolinea, già accaduto per il Vision Pro.

Sarà quindi necessario continuare ad investire in nuove funzioni, aggiornamenti e miglioramenti di questo nuovo sistema. Siamo curiosi di scoprire se iPhone Duo diventerà il primo prodotto Apple pieghevole in grado di rivoluzionare, ancora una volta, l’intero modo di comportarsi con questi device, o se rimarrà solamente un movimento strategico per andare a coprire quella specifica area di mercato.

Come si sarebbe comportata la Apple di Steve Jobs di fronte ad una tecnologia già indagata da altri brand? Si sarebbe posta da ulteriore innovatrice, o avrebbe perseguito una strada simile a questa? Purtroppo, non lo scopriremo mai, ma siamo curiosi di vedere come Apple, con il suo nuovo CEO, a farà fronte a queste sfide.