C’è chi ha pianto dall’emozione di fronte all’esibizione di Justin Bieber al Coachella e chi invece si è sentito offeso: un headliner del Coachella può permettersi di suonare mettendo video da YouTube?
Le esibizioni del Coachella sono sempre spettacolari, si parla di milioni spesi per set design e cambi outfit, luci e effetti speciali, eppure Justin Bieber non ha fatto niente di tutto ciò: è salito sul palco con i vestiti del suo brand e con il suo MacBook Pro, mettendo video da YouTube.
Dei $10 milioni che si è preso per la performance ha indubbiamente investito poco per lo show, e questo ha fatto indignare molti, soprattutto per i costi elevati dei biglietti che i fan hanno dovuto sostenere. Eppure dirlo è inevitabile: Justin se lo può permettere. Perché per la sua carriera lo show non aveva niente di sbagliato.
È su YouTube che è iniziata la sua carriera, è da lì che il pubblico lo ha preso e lo ha fatto diventare una pop star quando ancora era appena adolescente. Ha pubblicato hit internazionali e generazionali di cui potrebbe vivere di rendita, perché ancora oggi, dopo quasi 20 anni, fanno emozionare chiunque — senza considerare che adesso di anni ne ha appena 32.
All yall have no idea what ur talking about. This man has been through every rough patch in the industry since he was 12. If he wants to relive his past via YouTube on a giant stage by himself, let him do so! 32 y/o JB duetting with his young self made me smile! #BIEBERCHELLA pic.twitter.com/vBm7y3z6tt
— Scr4tch 🔜 MIKU EXPO SEATTLE (@SCR4TCHK4T) April 12, 2026
La verità è che spesso vogliamo gli artisti ma poi ci lamentiamo se fanno gli artisti, perché il set di Justin è stato prima di tutto un atto creativo estremamente coerente, fatto con la volontà di essere se stesso anche sul palco, soprattutto se guardiamo tutte le difficoltà affrontate nel corso degli anni e che lo hanno portato a ripensare alla musica stessa e all’essere artista.
@isabelnegv and i loved every bit of it!!!!!!!! #justinbieber #coachella #bieberchella #fyp ♬ оригінальний звук – Classical Music
Guardare YouTube insieme al pubblico e cantare con il se stesso di 20 anni fa è stato quasi un atto terapeutico: la chiusura di un cerchio per colui che è stato uno dei primi a fare successo proprio su quella piattaforma — godendo sì i lati positivi, ma subendo anche quelli negativi.
Un cerchio che in realtà si è chiuso per dare inizio magari a qualcosa di totalmente nuovo, senza seguire per forza l’ossessiva ricerca di ostentazione e grandezza senza cui ormai sembra non si possa vivere. Cos’altro può fare un artista più di questo?