FKA Twigs, Patti Smith, Brian Eno, Devonté Hynes, Jim Jarmusch e Precious Okoyomon sono alcuni degli artisti che faranno parte della mostra nel padiglione del Vaticano alla Biennale Arte di Venezia nei prossimi mesi per cui hanno composto delle opere ad hoc.
«La mostra assume la forma di una preghiera sonora, un invito all’atto contemplativo dell’ascolto».
Padiglione della Santa Sede
Il progetto si chiama “L’orecchio è l’occhio dell’anima” e, curato da Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers, si ispira alla mistica medievale, compositrice e pensatrice Ildegarda di Bingen, considerata infatti patrona dei musicisti. La mostra si descrive come una “preghiera sonora” con un invito che oggi in realtà sentiamo sempre di più, anche in contesti molto diversi: quello di contemplare la musica e concentrarsi sull’ascolto.
«Nel Giardino Mistico, i visitatori sono invitati a riflettere e ad ascoltare, tramite cuffie, le nuove commissioni di 20 artisti diversi, realizzate in collaborazione con i sound artist Soundwalk Collective, insieme a uno strumento site-specific creato da loro che ascolta il giardino in tempo reale».
Padiglione della Santa Sede

Le due location scelte per il progetto sono il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice e il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi, che si trova in un convento seicentesco nel sestiere di Cannaregio. Qui le musiche degli artisti verranno ascoltate in modo intimo con delle cuffie nel giardino mentre un dispositivo creato da Soundwalk Collective capta le vibrazioni circostanti in tempo reale.
Fa strano pensare che la presenza in forma artistica, espositiva e spirituale di questi artisti internazionali alla 61esima Biennale di Venezia sia tutto grazie alla Santa Sede. Che i due mondi, un tempo vicinissimi come dimostra la figura di Ildegarda di Bingen, stiano tornando a legarsi?