Il riscaldamento globale sta cambiando il turismo

Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, molte grandi città italiane hanno accusato gli effetti di anomala ondata di calore, che ha portato le temperature ben al di sopra della media stagionale. In particolare, nelle città d’arte più frequentate dai turisti, soprattutto nei centri storici, si sono superati i 40°C. Questi episodi, ormai sempre più frequenti, secondo i climatologi nei prossimi anni diventeranno la norma durante i mesi estivi.

Di conseguenza, le città d’arte dovranno trovare modi per attutire le ripercussioni che queste condizioni avranno sul turismo – un settore fondamentale per l’economia locale di moltissimi centri urbani in Italia. Le temperature eccessivamente elevate stanno già influenzando i flussi turistici: ad esempio, ci si aspetta che il numero di turisti stranieri che visiteranno il nostro Paese ad agosto sarà significativamente inferiore rispetto a quelli che si sono registrati a giugno e a quelli attesi per settembre. Questa tendenza non riguarda solo l’Italia, ma si osserva in molte città d’arte del Mediterraneo, da Barcellona ad Atene.

L’aumento delle temperature estreme sta infatti influenzando le abitudini di viaggio dei turisti, che oggi cercano sempre più spesso mete in cui il clima sia più gradevole e sopportabile, evitando i mesi più caldi e optando per periodi meno afosi. Tale cambiamento delle preferenze mette particolarmente sotto pressione le città d’arte, che registravano picchi turistici proprio in estate, e le spingerà sempre di più a rivedere le rispettive strategie di gestione dei flussi di visitatori per garantire un’accoglienza all’altezza.


Il cambiamento nelle preferenze di viaggio a causa del riscaldamento globale sta rendendo sempre più attrattive le destinazioni del Nord Europa, considerate più fresche e vivibili, soprattutto nei mesi estivi. Lo dimostra anche uno studio della European Travel Commission, un’organizzazione no-profit che promuove il turismo in Europa, che rivela alcuni dati interessanti: ad esempio, oltre il 70 per cento dei turisti europei avrebbe modificato almeno una volta le proprie abitudini di viaggio a causa della crisi climatica.

Inoltre, quasi il 20 per cento degli intervistati dichiara di evitare destinazioni con temperature eccessivamente alte, mentre il 15 per cento non nasconde di cercare mete caratterizzate da condizioni meteo tendenzialmente stabili. Un altro 15 per cento afferma di fare parecchio affidamento alle previsioni del meteo prima di scegliere dove andare. Ma l’impatto del cambiamento climatico non si limita a influenzare i flussi turistici: sta trasformando anche il lavoro di chi opera nel settore, in particolare nelle città d’arte. A Roma, per esempio, molte guide turistiche hanno scelto di ridurre il numero di tour giornalieri per evitare le ore più calde, optando per itinerari più ombreggiati e meno esposti al sole.

I visitatori stessi sono meno disposti a restare ore in fila sotto il sole cocente. Per rispondere a queste esigenze, alcuni siti archeologici della Capitale hanno esteso l’orario di apertura nelle ore serali, quando le temperature si fanno più sopportabili. Tuttavia, queste soluzioni non sempre si rivelano sufficienti.

Anche le istituzioni locali si stanno muovendo: restando a Roma, l’amministrazione comunale ha scelto di ampliare ulteriormente la rete delle fontanelle pubbliche e ha sviluppato un’app multilingue che consente di localizzare facilmente le fonti d’acqua presenti sul territorio. È previsto inoltre l’installazione di nebulizzatori accanto alle fontanelle per contribuire al raffrescamento urbano, in particolare nelle aree più esposte al sole. In piazza San Giovanni, dove si tengono molti eventi legati al Giubileo (l’anno santo della Chiesa cattolica), sono stati installati schizzi d’acqua che rendono l’aria più fresca.

Nel gennaio 2025, l’Assemblea Capitolina ha poi approvato un documento strategico per l’adattamento climatico della città. Il piano include una serie di interventi strutturali e temporanei per rendere la città più vivibile durante l’estate: tra questi, la piantumazione di oltre 30mila alberi e 115mila piante. Dove non è possibile piantare alberi – come ad esempio in prossimità delle stazioni della metropolitana – si ricorrerà a tende ombreggianti provvisorie per offrire riparo dal sole.

Anche altre città europee stanno adottando misure simili: ad Atene, per esempio, l’Acropoli viene chiusa al pubblico durante le ore centrali della giornata, mentre a Parigi, le visite alla Tour Eiffel sono state sospese in alcune giornate a causa delle temperature eccessive.