Quest’anno la Mostra del cinema di Venezia si sta rivelando particolarmente significativa, perché molti dei film in programma hanno buone probabilità di diventare protagonisti della stagione dei premi, quella fase che va dall’autunno fino alla primavera e che culmina con la cerimonia degli Oscar.
In questo periodo si svolgono diverse premiazioni intermedie, come i Golden Globe, gli European Film Awards o i Critics’ Choice, che non solo assegnano importanti riconoscimenti cinematografici, ma suggeriscono anche quali titoli hanno maggiori possibilità di ottenere un Oscar. L’andamento di un film in questi contesti rappresenta infatti un indicatore utile per capire come potrebbe essere accolto dall’Academy.
I festival internazionali giocano un ruolo decisivo in questo processo perché permettono alle produzioni di presentarsi a un pubblico ampio di giornalisti e critici: le loro prime impressioni, pur non essendo una garanzia assoluta, permettono di capire se e come potrebbe “performare” un certo film, muovendosi di conseguenza.
Negli ultimi anni era sembrato che il Festival di Cannes avesse ripreso centralità come vetrina per i film destinati a lasciare il segno nella stagione dei premi, soprattutto dopo il successo di Parasite nel 2019; l’edizione di Cannes di quest’anno, però, non ha avuto molti titoli di impatto, cosa che ha spostato l’attenzione su Venezia, che sembra diventato il contesto ideale per dare il via alle campagne per gli Oscar.
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Tra i titoli più attesi di quest’anno alla Mostra del cinema di Venezia c’è Bugonia di Yorgos Lanthimos con Emma Stone, la stessa coppia che aveva già conquistato pubblico e critica con Povere creature!, film che ha ottenuto grande successo agli Oscar 2024. Un altro progetto di rilievo è The Testament of Ann Lee di Mona Fastvold, sceneggiatrice e regista che spesso collabora con il marito Brady Corbet, autore dell’acclamato The Brutalist.
Durante la stagione dei premi non passerà inosservato nemmeno Dead Man’s Wire, il nuovo film di Gus Van Sant, regista che vinse la Palma d’Oro a Cannes nel 2003 con Elephant e che in passato ha ricevuto due nomination come miglior regista agli Oscar. C’è poi grande attenzione anche su Frankenstein di Guillermo del Toro, che con La forma dell’acqua vinse due Oscar proprio dopo essere passato da Venezia.
Al Lido, a presentare la sua nuova pellicola ci sarà anche Kathryn Bigelow, con A House of Dynamite: la regista statunitense nel 2010 è stata la prima donna a vincere l’Oscar come miglior regista, grazie a The Hurt Locker. Venezia ospiterà anche fuori concorso After the Hunt di Luca Guadagnino, con un cast di primo piano che include Julia Roberts, Andrew Garfield e Ayo Edebiri. Il film, supportato da Amazon, è già considerato il prodotto di punta della piattaforma nella corsa agli Oscar, e molti critici sostengono che Julia Roberts abbia concrete possibilità di ottenere una candidatura come miglior attrice protagonista.
La casa di produzione e distribuzione indipendente A24, sempre più influente a livello internazionale, per un possibile Oscar punterà su The Smashing Machine: un dramma d’autore ambientato nel mondo del wrestling, interpretato da Dwayne Johnson (The Rock) e diretto da uno dei fratelli Safdie, già molto apprezzati per Diamanti grezzi. In concorso, infine, ci sono numerosi film non americani, che negli ultimi anni hanno conquistato crescente spazio e riconoscimento agli Oscar, confermando l’apertura dell’Academy verso un panorama sempre più globale.
I grandi festival internazionali hanno tutto l’interesse a presentarsi come il luogo in cui debuttano i film destinati a dominare la conversazione nei mesi successivi, sia per ragioni di prestigio sia per esigenze di promozione.
Questo significa che, se i titoli più rilevanti non trovano spazio a Cannes, è quasi inevitabile che arrivino a Venezia – cioè la seconda manifestazione cinematografica più importante al mondo. Le altre realtà, come il festival di Toronto in Canada o il più ristretto Telluride negli Stati Uniti, non riescono a influenzare allo stesso modo la stagione che porta agli Oscar.
Dopo un’edizione di Cannes – quella dello scorso maggio, per l’appunto – piuttosto povera di titoli di grande richiamo, era già chiaro che Venezia avrebbe avuto un programma particolarmente forte, ma il risultato ha superato le aspettative. In un’intervista a Variety, il direttore Alberto Barbera ha dichiarato di essere riuscito a ottenere quasi la totalità dei film che desiderava inserire in cartellone – un traguardo quasi mai raggiunto in passato. Nonostante non abbia fatto nomi, è plausibile ipotizzare che la parte mancante comprenda Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, con Leonardo DiCaprio, film atteso per l’autunno e già considerato tra i possibili favoriti nella corsa agli Oscar.