I film che raccontano la rabbia dei giovani in periferia

In questo momento il tema della devianza giovanile è caldissimo. Il racconto mediatico delle proteste di questi giorni ha visto come protagonisti, tra gli altri, i giovanissimi delle periferie, ormai noti nel dibattito pubblico con l’etichetta di “maranza“.

Il cinema ha cercato spesso di raccontare il tema della costruzione dell’identità all’interno di un contesto periferico e, alcune volte, ci è riuscito con grandi picchi. Alcuni di questi film sono riusciti a raccontare in maniera credibile cosa significa crescere ai margini, dando voce a ragazzi che troppo spesso vengono filtrati solamente dalle parole degli adulti. 

La periferia non è soltanto un luogo geografico ma è, soprattutto, il distacco che il singolo individuo percepisce dal resto della società. Questo è vero soprattutto quando si è adolescenti, un momento della vita in cui la tensione naturale al conformismo è in costante lotta con il rifiuto per le regole imposte. Sentirsi esclusi e volersi escludere. 

Dalle banlieue francesi ai quartieri italiani, passando per le strade americane, i sobborghi inglesi e le favelas brasiliane. Per alcuni di questi ragazzi l’unico modo per appartenere a qualcosa sembra essere quello di passare per rabbia, prevaricazione o ribellione. Alla ricerca di un posto che appartiene sempre a qualcun altro. 

La Haine (1995), Francia

Ventiquattr’ore nella vita di tre ragazzi di una banlieue parigina all’indomani di violenti scontri con la polizia. Il film di Mathieu Kassovitz è il cult per eccellenza quando si parla di giovani e di periferie. Rabbia, frustrazione e senso di esclusione. Il film che unisce tutte le periferie del mondo.

Mery per sempre (1989) e
Ragazzi Fuori (1991), Italia 

Due film di culto diretti da Marco Risi che raccontano la vita di un gruppo di ragazzi di Palermo: prima all’interno di un carcere minorile e poi tornati in strada. Nei due film è reso evidente quanto il contesto sociale possa influenzare le possibilità di costruirsi un futuro diverso.

City of God (2002), Brasile

Ambientato nella favela di Cidade de Deus, a Rio de Janeiro, il film di Fernando Meirelles e Kátia Lund segue la crescita di un gruppo di ragazzi in un quartiere segnato dalla violenza e dalla criminalità. Un racconto durissimo che, anche qui, mostra come il luogo in cui si nasce possa condizionare profondamente le proprie scelte.

Boyz n the Hood (1991), Stati Uniti

John Singleton racconta l’adolescenza di tre ragazzi a South Central, Los Angeles. Tra amicizia, violenza e disuguaglianze sociali. Un film fondamentale per il cinema afroamericano.

This Is England (2006), Regno Unito

Nell’Inghilterra operaia degli anni Ottanta, un ragazzino trova un senso di appartenenza all’interno di un gruppo di skinhead. Shane Meadows racconta il disagio giovanile e il bisogno di costruirsi un’identità, mostrando come la rabbia possa essere trasformata anche in odio e radicalizzazione.

Menace II Society (1993), Stati Uniti

Ambientato a Watts, Los Angeles, il film dei fratelli Hughes segue un giovane cresciuto in un contesto segnato dalla criminalità e dalla violenza. Rispetto a Boyz n the Hood, offre uno sguardo ancora più crudo e pessimista sulle difficoltà di uscire da un ambiente che sembra non lasciare alternative.

Kids (1995), Stati Uniti

Larry Clark segue un gruppo di adolescenti nella New York degli anni Novanta, tra skateboard, sesso, droga e assenza di punti di riferimento. Un film controverso e diventato di culto, che racconta una sottocultura giovanile ai margini delle convenzioni sociali, più che una periferia in senso geografico.

Sweet Sixteen (2002), Regno Unito 

Ken Loach racconta la storia di Liam, un quindicenne scozzese che inizia a spacciare droga nel tentativo di costruire una vita migliore per sé e per la madre. Un film che mostra come anche il desiderio di riscatto possa scontrarsi con le condizioni sociali in cui si cresce.

Do The Right Thing (1989), Stati Uniti

In un quartiere popolare di Brooklyn, le tensioni razziali e sociali esplodono durante una giornata particolarmente calda. Spike Lee firma un film fondamentale sul rapporto tra comunità, discriminazione e violenza della polizia, mostrando come la rabbia collettiva possa nascere da tensioni accumulate nel tempo.

Les Misérables (2019), Francia

Ambientato nella banlieue di Montfermeil, il film di Ladj Ly racconta le tensioni tra polizia e giovani del quartiere, fino all’esplosione della violenza. A oltre vent’anni da L’odio, uno sguardo altrettanto duro su una realtà nella quale il conflitto tra periferia e istituzioni sembra non essersi mai risolto.