I paparazzi sono nati su un set di Fellini 

Con il film La Dolce Vita di Fellini, nel 1960, nasce ufficialmente il personaggio del paparazzo, cognome dato ad uno dei personaggi del film che faceva appunto il fotografo d’assalto e che diventò poi il nome di tutta una categoria. 

Tazio Secchiaroli, Claudia Cardinale, Backstage del film 8 ½, 1963
©David Secchiaroli/Courtesy Glenda Cinquegrana Art Consulting

Ad ispirare questo personaggio però fu un paparazzo vero ante litteram di nome Tazio Secchiaroli che nella Roma degli anni ’50 aveva iniziato a fotografare in modo nuovo i divi del cinema e la vita mondana dei locali di via Veneto. Al contrario delle foto posate di Hollywood, i suoi scatti prendevano i divi per strada quando meno se lo aspettavano aggiungendo un valore umano e curioso a personaggi percepiti fino ad allora come molto lontani dal pubblico. 

Scatti di Tazio Secchiaroli, nell’ordine: Sophia Loren e Richard Avedon, 1966 / Pierpaolo Pasolini sul Set di Accattone, 1961 / Fellini sul Set de La Dolce Vita a Cinecittà, 1959

©David Secchiaroli/Courtesy Glenda Cinquegrana Art Consulting

Fellini chiamò quindi proprio Secchiaroli prima come consulente e poi sul set de La Dolce Vita per dare il suo contributo in prima persona nella descrizione di questo nuovo fenomeno della fotografia d’assalto. Se quindi i paparazzi esistevano già prima, il film lo consolidò come figura pop e rocambolesca, che prese appunto il nome di finzione che un paparazzo aveva proprio nel film. 

È sul set di Fellini quindi che Secchiaroli scatta la celebre foto di Sophia Lauren (per cui dal 1964 diventò fotografo personale) riflessa nella lente degli occhiali di Richard Avedon, grandissimo fotografo di posa invece. Scatto esposto oggi affianco a quelli di personaggi come Brigitte Bardot, Federico Fellini, Michelangelo Mastroianni e Pier Paolo Pasolini alla mostra TAZIO 100 della galleria Glenda Cinquegrana a Milano, che celebra i 100 anni dalla nascita del fotografo che ha dato la “consacrazione” finale alla figura del paparazzo come lo conosciamo oggi. 

Nato come fotoreporter, a Secchiaroli è riconosciuto il merito storiografico di aver rotto gli schemi della fotografia neorealista, trovando un modo nuovo di comunicare e riconoscendo la forza della vita vera dei “famosi” sconosciuta fino ad allora. 

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©David Secchiaroli/Courtesy Glenda Cinquegrana Art Consulting