Con le HEYDUDE Stride S, Steven Smith dimostra che non serve inseguire l’hype

Non servono location esclusive, file davanti ai negozi o lanci costruiti per attirare l’attenzione a tutti i costi. A volte, per raccontare una nuova scarpa, basta un bar di quartiere: uno di quelli in cui ci si conosce tutti, si gioca a carte e il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso. Per esempio lo storico Bar Jamaica in Brera.

È proprio da questa immagine quotidiana che prende forma il racconto di Stride S, una nuova sneaker che segna un passaggio piuttosto importante per HEYDUDE.

La prima silhouette del marchio progettata con un approccio performance-first arriva infatti in un momento in cui il mondo delle sneakers sembra ancora troppo legato a lanci, collaborazioni e strategie pensate per alimentare continuamente l’hype, ma è esattamente da questa dinamica che vuole allontanarsi. 

A firmare il modello è Steven Smith, uno dei nomi più importanti nella storia del footwear contemporaneo, che dopo aver contribuito a definire alcune dei design più riconoscibili di New Balance, Reebok, YEEZY e Nike si trova oggi a guidare l’innovazione creativa di Crocs. Nel corso della sua carriera egli ha contribuito a costruire un’estetica che, inizialmente associata a un concetto di funzionalità lontano dalle convenzioni della moda, è diventata negli anni una delle categorie più riconoscibili del panorama: la dad shoe, una calzatura onesta in grado di offrire comodità, qualità e un buon rapporto tra il prezzo e quello che restituisce a chi la indossa.

Da questa interpretazione nasce la new entry del marchio italiano. Il risultato conserva la semplicità che ha reso popolari modelli come Wendy e Wally, aggiungendo una costruzione più articolata, una tomaia in mesh con inserti termosaldati e dettagli come i lacci elastici e il sistema easy-on pensati per rendere la calzata ancora più immediata.

Il vero protagonista del progetto rimane però il comfort. Stride S è stata sviluppata intorno al Comfort System™ dell’azienda, combinando tre tecnologie che lavorano insieme per accompagnare i movimenti quotidiani. La soletta HEYCOMF EXP offre una calzata anatomica e supporto all’arco plantare, mentre la suola esterna HEYGRIP+ è progettata per assicurare aderenza e resistenza. La novità principale è rappresentata dall’intersuola EVERCOMF, una schiuma sviluppata per offrire maggiore elasticità e ritorno di energia, mantenendo una sensazione di ammortizzazione anche dopo diverse ore di utilizzo.

La particolarità del prodotto sta proprio nel modo in cui interpreta il concetto di performance. Non si tratta di una sneaker pensata per inseguire i parametri delle scarpe da competizione o per trasformare ogni uscita in una prestazione sportiva. La sua funzione è molto più vicina alla vita reale: camminare, stare in piedi, spostarsi da un posto all’altro e affrontare una giornata con serenità.

Foto di
Valerio Nico