“La Condizione del Gambero“ nasce dall’incontro tra Davide Piras e Giammarco Boscariol, lo studio creativo The Hills, la società di produzione Sugar Play e Kayros, una comunità nel quartiere Lambrate di Milano che accoglie minori e uomini segnalati dal tribunale per i minorenni, dai servizi sociali e dalle forze dell’ordine.
La scintilla dietro lo sviluppo del progetto è arrivata dalla musica: alcuni dei ragazzi della realtà lombarda erano infatti aspiranti artisti che scrivevano e incidevano i propri brani come forma di espressione personale. Trascorrere del tempo con loro ha rivelato anche risvolti ulteriori, storie che andavano ben oltre l’ambito musicale, così i due registi italiani hanno spostato il loro focus sulle persone, sui loro percorsi e sulla loro visione delle cose.
Attraverso le storie di Morgan, Samu, Andy, Aziz e Willy, il documentario accompagna dunque gli spettatori nella vita quotidiana di chi è sospeso tra passato e futuro, tra scelte difficili e desideri incompiuti alla ricerca dell’identità e di un posto nel mondo.
Il tutto è stato realizzato in modo estremamente autentico e immersivo, utilizzando la tecnologia come strumento invisibile al servizio dello storytelling. Lo stile visivo scelto, il bianco e nero, rafforza ulteriormente l’universalità di ciò che viene raccontato, mettendo al centro le emozioni degli individui. Il risultato è una narrazione intima e osservativa che restituisce umanità e complessità ad un contesto spesso raccontato attraverso meri stereotipi.
“Da anni siamo affascinati dal look che iPhone restituisce alle immagini, e avevamo già sperimentato questo approccio in diversi progetti precedenti. Ne amiamo da sempre, oltre all’estetica, la qualità visiva, la versatilità, le possibilità che apre dal punto di vista creativo. Per queste ragioni, ci è sembrata la scelta più coerente con il nostro modo di lavorare. iPhone ci ha permesso di mimetizzarci nella vita quotidiana e nell’ambiente dei protagonisti in modo discreto, di restare vicino al tessuto delle loro giornate. Dal punto di vista tecnico abbiamo sfruttato al massimo le tre ottiche principali, senza particolari supporti esterni, né per le riprese, né per l’audio, grazie alla qualità della stabilizzazione video e dei microfoni. Ci ha permesso, in generale, di mantenere una totale libertà creativa, senza alcun compromesso di carattere formale o produttivo e anche di sperimentare: abbiamo trovato punti di vista particolari nelle inquadrature che, con strumenti più tradizionali, sarebbero state più complesse da realizzare. Tra angolazioni inedite e close-up sui volti, anche queste scelte, consentite dall’adattabilità e dalla maneggevolezza del dispositivo, hanno contribuito ulteriormente a dare forza e valore al racconto dei protagonisti. Oggi continuiamo a sperimentare con i nuovi modelli e non vediamo l’ora di conoscere le novità che arriveranno in futuro.”
Davide Piras e Giammarco Boscariol
L’equilibrio tra ricerca estetica e volontà di preservare la veridicità è stato centrale, permettendo di costruire un reportage intimo, diretto e visivamente suggestivo. Per catturare quindi la spontaneità e seguire il ritmo senza invadere lo spazio dei protagonisti le riprese sono state così effettuate attraverso due iPhone 15 Pro Max.