La Francia compie un passo senza precedenti nella lotta all’impatto ambientale della moda low cost. Il Parlamento francese ha infatti approvato in via definitiva una legge che prende di mira i colossi dell’ultra-fast fashion come Shein, AliExpress e Temu introducendo una serie di misure destinate a scoraggiare una tipologia di business basato sulla produzione e sul consumo compulsivo di capi a bassissimo costo.
Il testo introduce diversi strumenti per limitare la diffusione di questo modello commerciale. Tra le misure più significative figurano il divieto di pubblicità e di promozione da parte di influencer e creator, sanzioni destinate ad aumentare progressivamente nei prossimi anni e l’obbligo per le piattaforme di fornire informazioni che incentivino riparazione, riutilizzo e consumo più responsabile dei prodotti.
L’obiettivo dichiarato di questa presa di posizione è quello di ridurre gli effetti dannosi di un’industria che produce enormi quantità di abbigliamento destinato ad avere un ciclo di vita breve.
Se tali provvedimenti dovessero dimostrarsi efficaci, non è da escludere che anche altri Paesi europei possano adottare farsi avanti in modo simile per arginare la continua crescita di marchi ormai da tempo al centro del dibattito su sostenibilità e consumo responsabile.