Nella fabbrica di Church’s a Northampton si respira il vero artigianato

Nel mondo della produzione di calzature, dove le collezioni si susseguono sempre più velocemente, Church’s continua a seguire una filosofia diversa, fatta di tempo, precisione e lavorazioni manuali. A Northampton, in Inghilterra, il marchio realizza infatti le sue linee più pregiate attraverso un processo che richiede dodici settimane, oltre 320 lavorazioni e le mani esperte di artigiani specializzati.

All’interno di un edificio di quattro piani in St James Road, ogni paio attraversa una serie di ambienti dedicati a specifiche fasi partendo dalla scelta dalle materie prime. Nel caso delle serie Crown e Royal, il brand utilizza una pelle conciata due volte che viene lasciata quasi completamente al naturale per permettere di individuare anche le imperfezioni più piccole. Le pelli vengono poi distese e tagliate a mano, selezionando con attenzione le parti migliori e rispettando la direzione delle fibre.

La meticolosità continua nella fase di assemblaggio della tomaia, dove vengono utilizzati aghi e fili particolarmente sottili. Ogni fila di cuciture viene realizzata separatamente, seguendo esclusivamente l’occhio e la mano dell’artigiano. Una volta assemblata, la struttura viene poi portata in un ambiente umido e da questo momento inizia una delle fasi più importanti: la scarpa deve rimanere sulla forma per almeno otto giorni, così che il materiale possa asciugarsi e assestarsi. 

Anche la colorazione viene realizzata attraverso una sequenza di passaggi manuali: la superficie viene prima trattata con alcol puro per rimuovere lo strato ceroso e aprire la grana e successivamente un’applicazione artistica del colore permette di accentuare alcune zone prima che vengano stesi quattro strati di tintura tamponati e lavorati a mano.

Tra i dettagli meno visibili si trova invece il tradizionale metodo Goodyear, che prevede una cucitura tra la tomaia, il guardolo e la suola, oltre a un gambo di supporto e uno strato di sughero sotto il piede destinato ad adattarsi progressivamente a chi indossa la calzatura.

Nella fase di finitura, la parte superiore del tacco viene fissata con chiodi in ottone, mentre il bordo delle suole viene scolpito per creare una continuità visiva paio e sigillato con cera d’api tinta.

Infine, l’ultima fase riguarda la lucidatura, realizzata direttamente con le dita attraverso l’applicazione di creme e cere.

Ma il valore delle creazioni dell’azienda non si esaurisce nella qualità del prodotto finito. La loro realizzazione rappresenta anche un modo per preservare competenze artigianali che rischierebbero di scomparire con il pensionamento dei lavoratori più esperti. Nello stabilimento operano infatti circa 160 calzolai e alcuni di loro hanno dedicato al mestiere 30, 40 o persino 50 anni. Per evitare che il loro sapere vada perduto, Church’s ha sviluppato un programma di apprendistato che permette di trasmettere queste tecniche alle nuove generazioni.