Le dive sono ovunque, dalle pubblicità ai front row delle passerelle più esclusive. Riempiono stadi e festival, lanciano trend e ci ricordano che niente arriva al cuore come la musica pop, se fatta bene.
Non c’è più bisogno di chiedere «bring back the pop stars»: le dive non solo sono tornate, ma dominano stabilmente le classifiche (Spotify weekly/daily, Billboard Hot 100/200). Le ascoltiamo tutti, seguiamo gossip, look, tour, mentre loro collezionano record e nomination ai Grammy. Il 2025 le ha consacrate: c’è chi porta avanti la bandiera del mainstream con breakup song e inni estivi e chi sperimenta con nuovi sound. Campionesse d’incassi oggi, ma con lo sguardo rivolto al futuro.
In principio fu Taylor Swift, che con l’Eras Tour ha letteralmente conquistato il mondo. Nemmeno The Life of a Showgirl (l’ultimo album, poco convincente) è riuscito a scalfire il suo dominio: resta la più ascoltata, complice anche il flusso costante di remix (l’ultimo con i Chainsmokers) del singolo The Fate of Ophelia e del balletto virale nato dal videoclip.
Ma oltre ai numeri c’è di più: è infatti Sabrina Carpenter la vera trendsetter del momento. Il nuovo album Man’s Best Friend non ha replicato il successo di Short ’n Sweet, ma – anche senza una nuova Espresso – ha prodotto momenti virali come l’intro di Manchild e il bridge di Nobody’s Son.
gen z pop girls really cooked this year pic.twitter.com/tuWY0Ien0u
— pop culture gal (@allurequinn) November 9, 2025
Nel mercato del mainstream c’è comunque spazio per le sorprese, e ogni tanto succede qualcosa che ci ricorda che anche nella musica, alla fine, l’unica strategia infallibile è l’autenticità. Il caso dell’anno infatti è sicuramente The Subway, l’ultimo singolo di Chappell Roan: una canzone scritta nel 2023 e cantata quasi per caso al Governors Ball, poi diventata protagonista assoluta delle radio estive. Una moderna Urlando contro il cielo: perfezionata in studio, sì, ma pensata per vivere dal vivo.
Le sorprese arrivano anche dal mondo industry, dove nulla nasce per caso. Le Katseye sono uno dei progetti più interessanti dell’anno: forse la prima girl band realmente globale, sei ragazze giovanissime (17-23 anni) dai background più diversi. Nate dal talent Netflix The Debut: Dream Academy e dalla collaborazione tra Hybe e Geffen Records, hanno esordito con Gnarly, una sorta di Sportswear versione pop: iper-memabile eppure irresistibile. Con Gabriela sono diventate leader del dance-Tok e hanno acceso una fanbase destinata a crescere: le eyekon.
Non accennano a perdere potere le blinks, invece, ovvero le fan delle Blackpink: tra il 2021 e il 2025 le dive del k-pop si sono dedicate a progetti solisti paralleli – tutti campioni d’incassi – anche se il più interessante è stato sicuramente quello di JENNIE, che vanta collaborazioni originali e inaspettate come quelle con Childish Gambino, Kali Uchis e Doechii. La più ascoltata – anche a un anno dall’uscita del singolo – resta però Rosé, che con APT (insieme a Bruno Mars) ha letteralmente preso d’assalto le radio.
Ma se classifiche e nomination parlano chiaro, il futuro del pop va oltre dive e girl band. Le artiste che stanno riscrivendo le regole intrecciano novità e tradizione, offrendo quel comfort che oggi sembra essere la prima cosa che il pubblico cerca. Sulla scia di SZA e Jorja Smith, le nuove figure chiave sono Raye, Olivia Dean e Lola Young: tre donne che interpretano il pop modernizzandolo con commistioni originali che intrecciano sound soul, ma anche blues, R&B e jazz.
Raye, diventata virale con Escapism (2022), ha trovato il suo manifesto in My 21st Century Blues, che mescola soul, R&B, jazz e dance. Molto più “verticale” è Olivia Dean, principessa della nuova scena britannica (e opener del tour UK e US di Sabrina Carpenter). Il suo album d’esordio, Messy (2023), è considerato uno dei pilastri del new soul contemporaneo e quest’anno ha firmato una tripletta di hit – Nice to Each Other, Man I Need, So Easy (To Fall in Love) – e ha fatto storia con record mai visti per un’artista UK.
Sempre dal Regno Unito arriva Lola Young, che definisce la sua musica «vintage-soul-inflected pop». Il suo singolo Messy (2025) è tra i brani più rappresentativi dell’anno: le è valso due nomination ai Grammy, un album (I’m Only F**king Myself) oltre le 10mila copie e un tour mondiale sold out.
Comunque se continua a crescere così tanto in così poco oltre che per il trend e tutto il resto è anche perché alle persone manca un po’ ascoltare questo tipo di pop secondo me https://t.co/5QZivaE3P3
— bluef♋️ (@occhidigian) December 12, 2025
La domanda, dunque, sorge spontanea: e l’Italia? Nonostante le classifiche riportino un quadro abbastanza deprimente per le donne in musica, sarebbe cieco fermarsi solo ai numeri. Il successo di tour e singoli delle nostre pop star, da ANNA a Elodie, passando per Annalisa (che sarà la prima artista ad inaugurare l’Arena Milano, il nuovo tempio del live nella capitale della musica che si prepara a dire addio a San Siro), conferma che anche il nostro pop guarda a loro come leader per quanto riguarda i sound del futuro e i trend. Anche nei talent hanno trionfato le ragazze: una su tutte Rob, la Olivia Rodrigo siciliana di soli 20 anni che ha vinto X Factor, mentre è ormai inarrestabile l’ascesa di Sarah Toscano (vincitrice di Amici 2024).
La nostra industria resta dominata dagli uomini, certo, ma forse qualcosa sta cambiando. Realtà come Spotify Equal ci confermano ogni anno che mai come in quest’epoca abbiamo le carte in regola per stare a passo col resto del mondo ed esportare la nostra musica, i nostri protagonisti e la nostra, da sempre unica, prospettiva sul mondo, persino oltreoceano. Passo dopo passo, stiamo andando in questa direzione, e non ci resta che prepararci per un 2026 guidato da «tt le girls».