“Dopamine Chamber“. È con questo titolo che i Fontaines D.C. hanno suscitato una crescente e non trascurabile attesa attorno al loro quinto album in studio. Non un debutto sul mercato discografico, dunque, ma la definitiva consacrazione della band indie rock originaria di Dublino tra i nomi più significativi dell’attuale scena musicale internazionale.
Undici tracce e un featuring con ROSALÍA che ha scatenato un grande hype, già a primo impatto il disco svela i motivi per cui questo gruppo non può più essere ignorato o rimanere nell’underground.
Il nome, il sound, le lyrics e la copertina dal sapore sci-fi rispondono a una peculiare visione che sta alla base di tutto l’LP. Come ha raccontato il frontman Grian Chatten, con questo nuovo lavoro la band vuole tradurre in musica l’idea di uno spazio metafisico dove le emozioni suscitate dal presente che stiamo vivendo vengono amplificate. C’è la paura per il futuro, percepito quasi come una distopia per via dei tratti più crudeli e decadenti del mondo d’oggi, ma anche la fuga nell’intimità delle relazioni umane e la ricerca di un conforto nel sogno o nel calore del passato.

“Sono davvero innamorato della musica di Mina. Ispirandomi a lei sono riuscito a dare forma al senso di umanità che ho voluto infondere all’album. All’altro estremo di questo spettro c’è qualcosa di più oscuro, industriale e distopico […] ispirazioni come Depeche Mode, New Order e The Cure.”
Grian Chatten
Tutto ciò viene raccontato attraverso la fusione di sonorità opposte. Un’impronta rock contemporanea, oscura e graffiante convive con atmosfere sognanti, ipnotiche o malinconiche. La cadenza robotica che apre “Six Shot Morning” cede al suono rétro ed etereo dei synth in “Marianne” e “Mimesis” e agli squarci di chitarra in “Happy For You”. La martellante distorsione di “Demolition” e il minimalismo abrasivo di “Tongue” sfociano nella struggente intensità della ballad orchestrale “Where Is Gone?”, lasciando spazio anche a tracce riflessive e sospese come “One Man”. Fra i testi fanno capolino la Silicon Valley, stati individuali e collettivi di depressione, dissociazione o indifferenza, ma si parla molto anche di relazioni non sempre sane, dubbi, inviti ad aprirsi emotivamente e nostalgia.
Si può proprio affermare che “Dopamine Chamber” rappresenti l’apice di una costante evoluzione nel processo creativo del quintetto irlandese. Dagli esordi caustici tipicamente post-punk del 2019 e del 2020, i Fontaines D.C. hanno allargato i loro orizzonti sonori prima con “Skinty Fia” e poi nel poliedrico e più melodico “Romance”, accogliendo nuove influenze all’interno di una formula stilistica di volta in volta più matura. Ma la loro caratteristica più importante, forse, sta proprio nel guardare il presente in faccia sia da un punto di vista introspettivo che dal suo lato più sociale e politico.
I richiami alla salute mentale e alle emozioni anestetizzate si udivano già in “Romance”. Dall’alto di palchi importanti come il Primavera Sound, invece, la band ha lanciato appelli diretti a sostegno della Palestina, invitando a “far sentire la propria voce” contro il genocidio commesso da Israele. Non solo: hanno partecipato a concerti e iniziative discografiche a sostegno benefico di organizzazioni attive sul campo come Medical Aid for Palestinians, Medici Senza Frontiere e CALM, realtà britannica impegnata nella prevenzione del suicidio. Con i Massive Attack, i Kneecap e Brian Eno hanno inoltre dato vita a un sindacato per difendere gli artisti che esprimono le proprie posizioni su Gaza.
La collaborazione con ROSALÍA, primo feat. della cantante dopo l’uscita di “LUX”, sottolinea ulteriormente la rilevanza del gruppo nel panorama musicale di oggi e l’affinità artistica di fondo che c’è tra i due. Oltre a portare una proposta creativa fuori dagli schemi, entrambi hanno valorizzato a livello musicale le tradizioni della propria terra d’origine. Nei passati dischi della band, infatti, compaiono sovente citazioni mai banali alla storia, alla cultura e alla lingua dell’Irlanda.
Coscienti delle loro radici, dunque, i Fontaines D.C. non hanno mai rinunciato a evolversi con coraggio, portando con coerenza il loro percorso musicale sempre verso un passo successivo. Ora si sono finalmente accese su di loro tutte le luci della ribalta: la loro musica, capace di interrogarsi sul mondo di oggi e trovare una risposta, è proprio ciò che volevamo ascoltare.