La nuova era di Balenciaga è ufficialmente iniziata. In occasione della Paris Fashion Week, Pierpaolo Piccioli ha infatti presentato la sua attesissima collezione di debutto alla guida della maison, la quale segna un’importante svolta.
Non c’è più nessuna traccia di streetwear, i volumi sono ben calibrati, il clima distopico è stato sostituito da un’allure eterea e profondamente femminile. La direzione creativa dello stilista italiano per il brand del gruppo Kering attraversa il tempo, citando le origini e ciò che è venuto dopo ma senza rinunciare all’aggiunta di un tocco personale. Al centro della sua ricerca c’è il corpo e il modo in cui Cristóbal Balenciaga non usava strutture come interposizioni per creare un dialogo tra il tessuto era l’aria. Il risultato è un look scaturito dallo studio dell’imprevedibilità che parla soprattutto di umanità.












“Il battito è il ritmo che condividiamo – l’impulso che ci ricorda che siamo umani. Eppure, ogni cuore batte in modo diverso. Nell’universale risiede l’individuale: ciò che ci definisce ci unisce, ciò che è universale nella presenza diventa personale nell’espressione. Esistiamo nel sentire, nel riconoscere, nella memoria di chi siamo stati e nell’immaginazione di chi diventeremo. Ciò che mi ha portato fin qui è stato un viaggio impregnato di emozioni, che mi ha spinto in avanti con forza – non solo insegnandomi, ma rivelandomi parti di me che appena conoscevo. Ho accolto l’imprevedibilità, i giorni infiniti e l’atto di lavorare con il cuore – lasciando che guidasse, imparasse e agisse da solo. Per ogni battito c’è un nome, un momento, un gesto. Questa collezione nasce da quel luogo di amore e connessione. È tanto mia quanto di coloro che l’hanno vissuta con me – in ogni senso. Forse con un battito diverso, ma sempre con la stessa anima. Questa collezione esiste perché ci siamo riconosciuti, visti e accolti a vicenda.”
Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Balenciaga
E poi, tra le forme architettoniche e le costruzioni couture minimali, non si può fare a meno di notare quegli enormi occhiali futuristici che sembrano rappresentare un sentito omaggio al predecessore Demna.