Ci sono personaggi che a distanza di anni dalla loro scomparsa continuano a far parlare di sé. Bastano un paio di mocassini abbinati ad un calzino bianco, qualche paillettes e le tanto agoniate giacche in stile Army e tutti avranno già capito di chi stiamo parlando. “The skinniest Jackson” secondo una clip virale su Tik Tok, Michael Joseph Jackson all’anagrafe, ma per tutti è il re del pop: Michael Jackson.
Dopo 17 anni dalla sua morte si torna a parlare di lui, anche se forse non avevamo mai smesso. È il regista Antoine Fuqua a decidere di portare la sua storia sul grande schermo con “Michael” il film biografico in cui il protagonista è interpretato da Jaafar Jackson, nipote della leggenda, al suo debutto cinematografico.

Non solo il moonwalk, il timbro indimenticabile, le canzoni iconiche e le infinite teorie del complotto sulla sua discussa morte; il racconto dell’affascinante zombie di Thriller passa anche e soprattutto attraverso la sua immagine. Sulle pagine di Moonwalk, il suo libro del 1988, scrive: “Se la moda dice che è vietato, lo farò”. Detto fatto, quello di Michael Jackson è diventato uno stile distintivo e riconoscibile capace di ispirare tutti gli aspiranti re del pop che, in confronto a lui, non sono nulla. Da Pharrell Williams a Lady Gaga passando per Beyoncé e Madonna: nessuno resiste al fascino dei suoi look. Michael Bush e Dennis Tompkins, i suoi storici costumisti, raccontano a Rolling Stone: “I suoi outfit dovevano esibirsi sul palco come lui, dovevano essere come la sua seconda pelle, arte da indossare che accentua sia il suo stile di danza che il ritmo della musica”.
Non solo sul palcoscenico, la vera forza del look di Michael Jackson si vede per le strade. Sembrerà incredibile, ma ancora oggi i suoi look sono in grado di fare tendenza. E se è vero che non tutti ci pieghiamo a 45 gradi con ai piedi un paio di lean shoes è altrettanto vero che sui marciapiedi la combo mocassino e calzino bianco ha stregato tutti, perfino i fan sfegatati dello streetwear fedelissimi alle sneakers.
Per non parlare di quei famosi guanti in swarovski, portati singoli perché portarne solo uno è più figo (come diceva lui), e oggi battuti all’asta a cifre inimmaginabili. Pensate che nel 2009, negli Stati Uniti, ne venne venduto uno per 350.000 dollari. Stessi guanti gioiello che, guarda caso, abbiamo visto sulle passerelle di brand come Giuseppe Di Morabito e Versace per la SS26 in una nuova chiave. Ancora più simili sono invece le paillettes, quelle tanto indispensabili nel guardaroba di Michael quanto in quello dei fashionisti del 2026 che ancora non si sono ripresi dal ritorno di Kate Moss in full paillettes sulla passerella del nuovo Gucci by Demna.
Nonostante tutto è un altro il capo che sottolinea l’influenza di The king of pop nella moda del 2026. E no, non si tratta né del suo inseparabile Fedora né tantomeno del microfono ad archetto. Due spalline strutturate e imbottite, un po’ di passamaneria oro, qualche alamaro e il gioco è fatto: si tratta delle Napoleon Jacket che, con una spolverata di strass, potremmo ribattezzare Michael Jacket. Nel 1984 ne indossava una rossa in full paillettes per gli Annual American Music Award, nel 2002 ne sceglieva, invece, una argento per esibirsi a “A Night at The Apollo”, il concerto che raccoglieva fondi per il Comitato Nazionale Democratico americano e si potrebbe continuare all’infinito. Stesse Napoleon Jacket che abbiamo visto, spogliate dai luccichii nella maggior parte dei casi, sulle passerelle della SS26. Da Kenzo ad Alexander McQueen passando per Ann Demeulemeester ed Enfants Riches Déprimés, solo per citarne alcuni.
Ed è così che, senza nemmeno accorgercene, la moda ha lanciato quello che Tik Tok probabilmente chiamerà il Michael Core consacrando, un’altra volta, ad icona il re del pop che sembra essere tutto fuor che morto, vivissimo nei nostri armadi e sul grande schermo.





