L’amore è una cosa seria, soprattutto nel periodo che va da San Valentino a Sanremo.
Le definizioni si sprecano, e le sfaccettature altrettanto, per quello che è senza dubbio il sentimento più inflazionato, più sfuggente, più magnificato, più banalizzato e più raccontato che sia mai stato inventato. Ma anche su questo, qualcuno potrebbe avere da ridire. Perché è troppo vasto l’universo di significati in cui ci si addentra quando si parla d’amore. Vale tutto e il contrario di tutto.
Noi italiani ne sappiamo qualcosa, specialmente quando questo ha a che vedere con la musica. L’Italia, infatti, è una repubblica fondata sul bel canto e sulla canzone d’amore. Proprio per questo – in giorni come quelli che verranno, dove le canzoni d’amore sono candidate a rubare la scena a tutto il resto – è interessante cambiare la prospettiva.
Quali sono le canzoni che, a prima vista, sembrano raccontare l’amore per qualcuno ma che, in realtà, raccontano l’amore per tutt’altro?
Marracash – Amore in Polvere
È il 2011 quando Marracash pubblica Roccia Music II, il secondo capitolo del mixtape underground pubblicato insieme alla Dogo Gang alcuni anni prima. All’interno del progetto sono presenti diverse gemme nascoste, tra queste Amore in Polvere. Si tratta di un brano scritto magistralmente in cui Marra, tra citazioni a Baudelaire e Nietzsche, riprende una famosa canzone di Luigi Tenco: Mi Sono Innamorato Di Te. La stessa noia esistenziale che porta il cantautore ad innamorarsi di una donna (“Mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare”) qui diventa il pretesto per un rapporto turbolento con una sostanza stupefacente, probabilmente la cocaina. Amore in Polvere gioca perfettamente sull’equivoco. Le strofe portano l’ascoltatore ad immaginarsi una classica storia d’amore tormentata fino a rivelare nell’outro la vera protagonista della canzone: “si può amare una sostanza?”
Murubutu – Quando Venne Lei
Brano del 2013 contenuto nel secondo album di Murubutu (La bellissima Giulietta e il suo povero padre grafomane), Quando Venne Lei racconta la struggente storia di Maurizio. Abilissimo disegnatore fin da bambino, Maurizio decide d’inseguire i suoi sogni scontrandosi con il volere dei genitori che immaginano per lui un futuro tradizionale: posto fisso e lavoro sicuro. Quella che appare come la storia d’amore tra il protagonista del brano e l’arte, prende un risvolto inaspettato quando Maurizio, trasferitosi a Bologna, conosce un’altra lei che finirà per sedurlo sostituendosi al suo amore per il disegno. La lei che lo condurrà per mano dall’amore all’autodistruzione è l’eroina.
Neffa – La Mia Signorina
Altro brano dedicato ad una sostanza, questa volta dai risvolti meno drammatici rispetto ai due precedenti. La Mia Signorina, uscita nel 2001, è contenuta in Arrivi e Partenze, il disco con cui Neffa abbandona l’hip hop per abbracciare un universo sonoro più ampio. La Mia Signorina fu un brano decisivo per la carriera del rapper ex Sangue Misto: il pezzo, una love song dedicata alla marijuana, segue il solco tracciato dagli Articolo 31 con Ohi Maria e divenne un vero e proprio tormentone nell’estate del 2001.
Gemitaiz – Ti Amo
Ti Amo è una lettera d’amore a tutti gli effetti. Il brano, contenuto nel primo disco ufficiale di Gemitaiz (L’Unico Compromesso, 2013), riprende un sample di una cover dei Led Zeppelin (All My Love cantata da Betty LaVette). Il pezzo originale, scritto da Robert Plant – leader della rock band inglese – è dedicato al figlio scomparso mentre il gruppo era in tour. Qui Gemitaiz impersonifica la musica in una donna perfetta, comprensiva e incapace di tradire. Solo nelle ultime barre l’artista romano rende evidente la vera destinataria della canzone, tanto astratta quanto insostituibile.
Eminem – 25 to Life
Più che un brano d’amore una sentenza: 25 to Life significa una condanna a vita, il corrispettivo di un ergastolo indeterminato. Indeterminato nel senso che il detenuto, dopo aver scontato una pena minima di 25 anni, avrà la possibilità di presentarsi nuovamente davanti al tribunale per ottenere una libertà vigilata. Quello che sembra essere il racconto di una storia d’amore tossica e soffocante con una donna gelosa ed egoista è in realtà una lettera d’odio verso la forma d’arte che il rapper di Detroit ha amato più di ogni cosa: l’hip hop. Come in un altro famoso brano di Common – I Used To Love H.E.R. – scopriamo solo alla fine che la protagonista della canzone non è una donna in carne e ossa.
Tupac – Me and My Girlfriend
La ragazza “blacker than the darkest night” con cui Tupac ama fare “finger-fuckin’” fino all’orgasmo è in realtà la sua pistola. Il brano – ispirato a un pezzo di Nas intitolato I Gave You Power – è indicativo del periodo che il rapper americano stava vivendo. Fu registrato da Pac nel luglio del ’96, solamente poche settimane prima della sua morte. Nelle 4 strofe che compongono il pezzo Tupac non nomina mai direttamente la protagonista del pezzo ma la metafora, in questo caso, è evidente.
MF Doom – My Favorite Ladies
Nella discografia della più geniale maschera dell’hip hop americano c’è spazio anche per un brano dedicato a tutte le sue ladies preferite. My Favorite Ladies (2002) è, a prima vista, un harem composto da ragazze di ogni tipo: c’è la sensuale Mary e l’irritabile Ally; l’imprevedibile Evie che lascia frastornati e la piccola Lucy che gioca a fare la preziosa; la colombiana Cookie che sa come svuotarti il portafoglio e Miss Hazy, la sugar mommy che ti coccola ma ti impigrisce. Ovviamente anche qui c’è una personificazione, MF Doom sta parlando delle droghe con cui ha familiarizzato negli anni: marijuana, alcol, ecstasy, LSD, cocaina e hashish.
Jay Z – I Know
Il terzo singolo estratto da American Gangster (2007) è un brano sfaccettato in cui Jay-Z mette in mostra tutte le sue skills da storyteller. Jigga qui gioca a interpretare l’amante, l’innamorato, la droga – l’eroina – e lo spacciatore senza soluzione di continuità. Le metafore e i doppi sensi si sprecano in questo pezzo, che meriterebbe di essere approfondito ulteriormente, dove è la dipendenza ad assumere il ruolo di protagonista.
Joey Bada$$ – Y U Don’t Love Me
Una canzone che racconta di un amore non corrisposto da una donna che non fa altro che criticare, minimizzare e perfino ostacolare un uomo esasperato e alla disperata ricerca di amore. In questa traccia estratta dal suo secondo disco ufficiale (ALL-AMERIKKKAN BADA$$, 2017) Joey Bada$$ racconta del suo rapporto travagliato con la patria, l’America in questo caso. Attraverso la personificazione del suo paese, Joey finisce per interrogarsi circa la sua identità e raccontare la condizione degli afroamericani.
Kanye West – Blame Game
Blame Game è una traccia contenuta in My Beautiful Dark Twisted Fantasy (2010), uno degli album in cui Kanye ha esplorato più da vicino temi come il successo, la cultura consumistica e la decadenza del sogno americano. In Blame Game – che letteralmente significa “scaricabarile” – assistiamo ad un lungo litigio tra un uomo e una donna. I due non fanno altro che manifestare il proprio amore scaricandosi addosso colpe e mancanze. Travestiti da amanti segreti si trasformano via via in nemici pubblici. I vizi vengono esposti, le insicurezze messe a nudo. È chiaro che il litigio in atto non è tra un uomo e una donna ma tra Ye e la fama.
Mac Miller – Objects In The Mirror
Anche qui la prima impressione è quella di avere a che fare con una canzone d’amore in piena regola. Il brano fa parte dell’album Watching Movies with the Sound Off (2013) e descrive, in realtà, il rapporto di Mac Miller con la dipendenza in senso lato. Dipendenza che, come spiegato dal rapper di Pittsburgh in un’intervista a Billboard, in questo caso riguarda tanto le sostanze quanto la musica, che lui stesso definisce come la più “addictive”.
The Weeknd – Can’t Feel My Face
Se nel mondo del rap è più facile trovare questo tipo di canzoni costruite per creare un’ambiguità nelle orecchie dell’ascoltatore, lo stesso non si può dire per il pop. Un esempio inaspettato è sicuramente Can’t Feel My Face (nell’album Beauty Behind The Madness, 2015), forse la prima vera hit di The Weeknd che ha contribuito ad aprirgli la strada verso l’olimpo del pop. La lei che dice al cantante canadese di fregarsene e che gli fa perdere la percezione del suo volto non è una lei ma è, in realtà, la cocaina.
D’Angelo – Brown Sugar
Quella che a prima vista sembra una canzone d’amore scritta per una ragazza dalla pelle nera incontrata a Philadelphia è in realtà tutt’altro. D’Angelo, icona neo-soul e r’n’b d’inizio anni 2000, in Brown Sugar (1995) – singolo che anticipa il suo primo album omonimo – si riferisce ad una specifica tipologia di marijuana di varietà indica, appunto la brown sugar.
The Beatles – Got to Get You into My Life
Una delle prime love song dedicate alla marijuana risale al 1966 ed è, inaspettatamente, dei Beatles. Paul McCartney ha dichiarato di averla scritta dopo aver fumato per la prima volta e di aver scoperto che assumere la sostanza poteva essere un modo per espandere i confini della propria mente. In questo caso la metafora è molto più astratta, sembra effettivamente che McCartney stia parlando ad una donna. Ma, a conti fatti, la ragazza che vuole fare entrare nella sua vita e con cui vorrebbe passare ogni giornata è proprio la marijuana.
Lou Reed – Perfect Day
Il brano racconta di quella che è a tutti gli effetti una giornata perfetta. Una giornata tranquilla, in compagnia di qualcuno che si ama, a fare cose semplici e senza pensieri: bere sangria al parco, dare da mangiare agli animali allo zoo, tornare a casa quando si fa tardi. Nonostante Lou Reed abbia smentito, Perfect Day (1972) è universalmente riconosciuta come una lettera d’amore all’eroina. Questa doppia interpretazione è legata alla biografia del frontman dei Velvet Underground che è strettamente connessa alle sostanze stupefacenti. Non è un caso che il brano sia stato utilizzato in Trainspotting nella scena in cui Mark Renton finisce in overdose sprofondando nel tappetto.
Alice – Per Elisa
La canzone con cui Alice vinse il Festival di Sanremo del 1981 lascia parecchio spazio all’interpretazione. Il brano – che Battiato aveva iniziato a scrivere partendo da frasi come “Per Elisa vuoi vedere che perderai anche me” e “Vivere vivere vivere non è più vivere” – fu scritto a 4 mani dalla stessa Alice e Franco Battiato. Racconta di una dipendenza, piuttosto ossessiva e totalizzante, nei confronti di questa Elisa che, visto il contesto storico in cui il brano uscì e l’iniziale del nome della protagonista, viene piuttosto naturale associare all’eroina.
Franco Battiato – La Cura
La canzone d’amore per eccellenza, nonché una delle più note del cantautore siciliano, non è propriamente una canzone d’amore. Battiato riesce a trasformare in La Cura (1996) un sentimento già astratto di per sé in qualcosa di ancora più universale e incondizionato e, proprio per questo motivo, così vicino a ognuno di noi. L’artista non ha mai dato una spiegazione precisa, ma ha dichiarato che il brano può essere interpretato come se fosse rivolto verso sé stessi: come se ti sdoppiassi e diventassi tu stesso l’oggetto del desiderio. Proprio per questo motivo, una delle interpretazioni più plausibili vede nella canzone un messaggio di elevazione spirituale, un dialogo profondo tra anima e corpo.