Australian e Fabio Weik ricreano i riti degli HARDCORE WARRIORS come un’opera d’arte

La pandemia ha bruscamente mutato le nostre abitudini, ma non solo, dentro di noi si è andato a creare un inaspettato status mentale che, dopo un anno ininterrotto di preoccupazioni e limiti, ci fa vedere alcuni gesti quotidiani con un’ottica del tutto diversa rispetto a prima. Questa condizione ha ispirato in maniera molto profonda Fabio Weik, graffiti writer e artista contemporaneo che dall’11 al 30 giugno porta la sua nuova mostra personale negli spazi della Società Ferro Bulloni di Brescia.

All’interno de “Le trasmissioni riprenderanno il primo possibile“, questo l’emblematico titolo scelto per l’esposizione, c’è una vera e propria riflessione sulla realtà in cui viviamo, un tema che da sempre interessa il processo creativo di Weik rispecchiando il contesto storico contemporaneo nella sua ciclicità e dominanza dei media. Questa visione non viene altro che riproposta e rielaborata in un’estrema chiave attuale che si avvale di alcune opere iconiche estrapolate dal passato e di molte altre creazioni inedite caratterizzate da un approccio che tenta di suscitare una sorta di scossa all’interno delle emozioni dello spettatore, tra una connessione costante con la città di Brescia e un’interpretazione artistica del distanziamento sociale e delle relative problematiche causate dal coronavirus.

Tra queste spicca l’installazione “ASSEMBLA” (presente dal 20 luglio al 5 agosto anche al RIDE di Milano), la quale raffigura una piramide di manichini che ricrea uno dei riti più celebri degli HARDCORE WARRIORS, frequentatori abituali della discoteca bresciana NUMBER ONE: radunarsi facendo salire un rappresentante del gruppo in alto fino a toccare il soffitto del locale pochi minuti prima della chiusura. L’intento di questa immagine evocativa è di suscitare un cortocircuito emotivo fatto di nostalgia nei confronti della normalità e di straniamento verso quella vicinanza estrema tra corpi incuranti del divieto di assembramento. In tutto questo, oggi come allora, c’è un dettaglio che emerge più di altri, ovvero la presenza ricorrente di Australian tra gli outfit dei “Guerrieri”, con i suoi capi sportivi ricoperti da motivi all over che, per l’occasione, rivestono i manichini soffermandosi su tessuti e stampe old school appositamente ricercate, la quale somma è la speciale tuta creata ad hoc.

Inoltre, sempre grazie al supporto del brand, è stato girato un emozionante filmato video di 40 minuti e una serie di 7 fotografie con lo scopo di documentare e far conoscere al grande pubblico quella sottocultura derivata dal panorama techno, riunendo 40 rappresentanti dell’Old School e della New School Hardcore Italiana per riportare in vita ciò che accadeva nella SALA 2 del leggendario club lombardo, quando le discoteche e i concerti erano i luoghi nevralgici della vita sociale.


Foto
Assembla Project by Fabio Weik, 2021 (sponsored by Australian)