“A dire il vero, ero un giovane viziato, infelice, narcisista, autodistruttivo e sconsiderato, che aveva proprio bisogno di una bella lezione”.
Questa frase, tratta da Kitchen Confidential, apre il film Tony uscito ieri anche in Italia, prodotto da A24, che racconta un’estate della vita del compianto Anthony Bourdain. Cuoco, scrittore e conduttore televisivo statunitense ma per molti era molto di più: una figura leggendaria, quasi spirituale. Su questo ultimo aspetto si sono voluti soffermare i due sceneggiatori del film, Lou Howe e Todd Bartels: su come un ragazzino irascibile del New Jersey si sia trasformato in un ambasciatore giramondo che unisce le persone attraverso il cibo.
In un articolo scritto da Laurie Woolever per Bon Appétit, la ex collaboratrice di Anthony indaga su quale sarebbe stata la reazione di Anthony al suo Biopic, anche se come dice, non era facile prevedere le sue risposte. Tanti suoi collaboratori o persone che lo hanno conosciuto da vicino hanno cercato di capire cosa avrebbe potuto pensare del film: a partire dal fratello, Chris Bourdain, che lo ha definito “un incrocio tra Ratatouille e Karate Kid” e ha dichiarato che Anthony avrebbe odiato sentire parole come “toccante” o “commuovente” associate alla sua vita.
Michael Steed la pensa diversamente. Il produttore vincitore di Emmy che era con Bourdain negli ultimi momenti della sua vita in Francia, ammette che questo film è una vendetta: chi resta dopo un suicidio è spesso pieno di rabbia, per questo è stata realizzata una pellicola che Anthony avrebbe detestato. D’altronde non esiste biopic mai del tutto apprezzato dal personaggio protagonista.
Lo stesso regista del film Matt Johnson si dirà consapevole delle polemiche dei fan e conscio della presenza di parti o elementi che “avrebbero fatto rabbrividire” Anthony qualora fosse ancora in vita. Però gli piace pensare che, qualora fosse uscito indignato dalla sala, avrebbe continuato a osservare da dietro la fessura della porta, dicendo: “Sebbene ciò sia fattualmente scorretto, è metaforicamente vero“
Il giudizio di Anthony Bourdain rimane un enigma. Non resta che farci una nostra idea e giudicare di persona andando in sala.





