Negli ultimi venticinque anni l’ultimo weekend di ottobre è diventato sinonimo di uno dei festival musicali più amati e apprezzati d’Italia, parliamo ovviamente di C2C Festival, che anche quest’anno ha animato la città di Torino dal 29 ottobre al 1° novembre.
Il programma dell’evento è stato spalmato su quattro giorni e diverse location sparse per la città: come da tradizione Lingotto Fiere ha ospitato le serate di venerdì e sabato, mentre le OGR Torino il venerdì di anteprima e la domenica di chiusura. Presso il Teatro Regio si sono svolti i C2C Talks con il suo programma diurno del venerdì; mentre Combo Torino è rimasto come quartier generale.
Oltre a queste, sono state coinvolte altre tre location speciali, come il Teatro Carignano per uno speciale matineè la mattina di sabato 31; e due eventi gratuiti la domenica mattina presso l’iconica ballroom Le Roi, e il Notorius, venue storica che ospitò la prima edizione dell’allora “Club to Club” nel 2002. A questo programma così ricco e variegato è corrisposta una grande affluenza di pubblico, che secondo l’organizzazione ha raggiunto il numero record di 43.000 presenze. Per la prima volta in venticinque anni di attività il pubblico internazionale ha superato quello italiano, e il 78% dei partecipanti è under 35 anni. Insomma, dei grandi risultati, per una mosca bianca del panorama dei festival italiani, troppo spesso tacciati di provincialismo e conservatorismo.

Anche quest’anno infatti la proposta musicale è stata molto ricca e variegata, nel segno della continuità e dell’innovazione. Continuità perché ci sono degli artisti che sono diventati dei punti di riferimento per il pubblico di C2C Festival, pensiamo per esempio ad Arca, che ha suonato sia la sera del 30 sul Main Stage, e il 31 come ospite a sorpresa insieme a Bill Kouligas. Oppure a Lorenzo Senni, che si è esibito alle OGR il 1° novembre o Kode9 che era sul DAZED Stage a Halloween. Ma innovazione, perché ogni anno C2C Festival è in grande di aggiungere dei tasselli, migliorare la sua proposta con nuove idee o con nomi grandissimo spicco come sono stati Robyn, Oklou e Yung Lean e Bladee che hanno suonato sabato 31.
Proprio la sera di Halloween siamo stati a Torino per vedere che cosa avesse da offrire il festival quest’anno, in un’edizione che ha comunque celebrato i venticinque anni di presenza sul territorio, una cosa che poche altre realtà posso dire. Arrivati in location con relativa calma, la prima artista che abbiamo ascoltato è stata Kelela, che ha aperto il set con una performance che ha confermato ancora una volta la sua capacità di muoversi con naturalezza tra elettronica, R&B e sonorità più sperimentali. La sua presenza sul palco è stata magnetica, accompagnata da una selezione musicale che ha saputo alternare momenti più intimi a passaggi decisamente più energici. A seguire è stato il momento di Yung Lean e Bladee, tra i nomi più attesi di questa edizione. I due artisti svedesi, che nel corso degli ultimi quindici anni hanno influenzato profondamente la scena rap e non solo, hanno portato sul main stage il loro universo sonoro, fatto di atmosfere eteree, melodie malinconiche e produzioni sospese tra cloud rap e sperimentazione. La risposta del pubblico è stata decisamente calorosa: non si è trattato soltanto di un concerto, ma anche di un momento significativo per comprendere quanto l’estetica e le sonorità sviluppate attorno alla Drain Gang siano ormai parte dell’immaginario di un’intera generazione.

Dopo un breve momento di pausa, abbiamo assistito a quello che, a parere di chi scrive, è stato uno dei momenti più divertenti e giocosi di tutta la serata. Parliamo dell’esibizione di Chuquimamani, che ha portato sul palco principale un dj set che mischiava cumbia, elettronica sperimentale e country. La risposta dei presenti è stata entusiasta, piacevolmente spiazzati da un momento che ha completamente mischiato le carte in tavola, rompendo gli schemi e portando un’energia contagiosa. Ed è proprio per questi momenti che è bello andare a C2C, per ascoltare la proposta musicale di un artista che non avevi mai sentito nominare, che pure ti può rivelare un mondo e far appassionare a percorsi artistici diversi.
Terminato Chuquimamani ci siamo diretti verso il DAZED Stage dove abbiamo ascoltato il set di Picture, in attesa di capire chi fossero gli ospiti a sorpresa per finale di serata, che si sono rivelati Arca e Bill Kouligas. Forse non due nomi così sorprendenti (Arca aveva suonato la sera prima e Bill Kouligas era tra gli ospiti di C2C Talks), ma di sicuro molto apprezzati da parte del pubblico presente, rimasto affascinato dalla combinazione di due personalità artistiche così peculiari, uniche nel panorama musicale contemporaneo.

Un finale di serata giusto per una serata che, come sempre, non ha tradito le aspettative. C2C Festival è infatti uno spazio in cui le identità musicali emergono nella loro unicità, ma hanno anche modo di mescolarsi in un contesto coerente che tende sempre verso il futuro. A venticinque anni dalla sua prima edizione, C2C Festival continua così a rappresentare un punto di riferimento per la musica d’avanguardia (in tutte le sue accezioni di genere), non soltanto in Italia, ma anche a livello internazionale. I numeri di quest’anno sono certamente importanti, ma il risultato più significativo rimane forse la capacità di aver costruito, nel tempo, una comunità di pubblico e artisti che riconosce nel festival uno spazio di ricerca, scoperta e condivisione.