Moncler torna a guardare alle proprie origini con una nuova edizione Re/Icons, il progetto che recupera alcuni dei capi più rappresentativi del brand per rileggerli attraverso un linguaggio contemporaneo.
Per il 2026, l’esplorazione degli archivi porta alla luce quattro modelli legati a momenti diversi della storia del marchio: Karakorum, Verone, Himalaya e Tibb. Per la prima volta, però, la linea non si limita all’outerwear e si estende a un guardaroba completo, costruendo attorno ai quattro protagonisti una proposta più ampia.
Il punto di partenza rimane ovviamente la montagna. Ciascun articolo mette infatti in dialogo l’iconicità dei prodotti con quella vocazione all’esplorazione che ha accompagnato l’azienda fin dall’inizio.
Tra i quattro capspalla, il Karakorum rappresenta forse nel modo più diretto questo legame con la storia dell’alpinismo. Nato nel 1954, venne realizzato per equipaggiare Achille Compagnoni e Lino Lacedelli durante la spedizione italiana che portò alla prima ascensione del K2. Oggi viene reinterpretato in un leggero micro ripstop da 10 denari, mantenendo alcuni degli elementi che ne hanno definito l’identità originale, come il cappuccio removibile, la coulisse, la chiusura con bottoni a pressione e le spalline interne che permettono di trasportarlo come uno zaino.
Diverso è il percorso della Verone, nata negli anni Ottanta e diventata uno dei simboli dell’estetica dei Paninari milanesi. In quel momento il piumino aveva già iniziato a spostarsi dalla montagna alla città, trasformandosi da capo tecnico a elemento centrale di un preciso modo di vestire. La nuova versione conserva questa dimensione metropolitana, ma la aggiorna attraverso un fit rilassato e un leggero microcotone opaco, con una palette che comprende tonalità come rosa pastello e lilla.
C’è poi l’Himalaya, introdotta nel 2009 e diventata negli anni uno dei design più celebri, oltre che il punto di partenza per quella che sarebbe diventata la leggendaria Maya. Quest’anno la giacca viene proposta in un misto cotone-nylon opaco e mantiene alcuni dei suoi elementi più distintivi, come il cappuccio con coulisse e la tasca con logo sulla manica.
A completare il quartetto troviamo infine Tibb, gilet oversize senza maniche che conserva la caratteristica trapuntatura boudin, la chiusura con doppia zip e il logo metallico sul petto, ma introduce materiali come il Longue Saison opaco riciclato e il gabardine di lana, con una costruzione reversibile.
L’operazione però non si esaurisce qui. Re/Icons 2026 viene infatti accompagnata da Alpine Diary, un libro concepito come il diario personale di un immaginario esploratore ricco di testi, fotografie in bianco e nero che costruiscono un racconto unico.
Inoltre, il tema dei pionieri attraversa anche il resto della stagione autunno/inverno e arriva fino al cinema con Bianco, lungometraggio diretto da Daniele Vicari con Alessandro Borghi nel ruolo dell’alpinista Walter Bonatti che ripercorre una delle spedizioni più significative della storia dell’alpinismo ricordando la presenza del Karakorum.