Un secolo può cambiare una città intera. San Siro, invece, è ancora lì. Lo stadio più iconico d’Italia compie 100 anni di storia.
Soprannominato “La Scala del Calcio”, in riferimento al celebre Teatro cittadino, la sua nobile storia, sia architettonica che sportiva, è priva di eguali, almeno in Italia.
Qui il 19 settembre 1926 Milan e Inter giocano il primo derby della loro storia. Finì 6-3 per i nerazzurri. All’epoca lo stadio aveva quattro tribune e una capienza di circa 35.000 spettatori. Nel 1935 passa in proprietà al Comune di Milano e negli anni successivi viene ampliato: nel 1955 arriva il secondo anello, mentre nel 1989, in occasione dei Mondiali d’Italia ‘90, San Siro assume, in gran parte, l’aspetto che conosciamo oggi, con l’aggiunta del terzo anello e delle le 11 iconiche torri esterne.
Tra le curiosità che hanno segnato la sua storia ce n’è anche una legata alla tecnologia: nel 1967, proprio durante un derby, a San Siro venne utilizzata per la prima volta la moviola televisiva per analizzare un gol dubbio di Gianni Rivera. Nel 1980, invece, lo stadio venne intitolato a Giuseppe Meazza, l’unico calciatore ad aver vestito entrambe le maglie milanesi e protagonista dei Mondiali vinti dall’Italia nel 1934 e nel 1938. E ancora oggi, con i suoi 75.817 posti e le undici torri esterne, San Siro rimane lo stadio più capiente d’Italia.
Ma la sua storia va oltre al calcio. In questi 100 anni, lo stadio ha ospitato alcuni dei più grandi artisti internazionali: Bob Marley, Michael Jackson, Bruce Springsteen, Madonna e tanti altri, trasformandosi in uno dei principali palcoscenici musicali per l’Italia ma non solo.
In un secolo di storia è diventato una presenza costante nella storia della città di Milano, evolvendosi parallelamente ad essa. 100 anni, milioni di persone e migliaia di storie. Storie che mai come adesso, quando il futuro dello stadio è incerto e il suo abbattimento sembra vicino, vale la pena ricordare.




