È il caso di parlare di A.PRESSE

La nuova collaborazione appena annunciata con Supreme ci porta a pensare che è il momento giusto per parlare di A.PRESSE. Non tanto per raccontare cos’hanno realizzato insieme, quanto perché la partnership mette sotto i riflettori un brand che, negli ultimi anni, è riuscito a costruirsi un posto sempre più importante nel menswear senza mai avere davvero bisogno di attirare l’attenzione.

A.PRESSE è un marchio giapponese fondato nel 2021 da Kazuma Shigematsu. Il suo punto di forza sta in un approccio alla moda che sembra quasi andare nella direzione opposta rispetto a quella a cui siamo abituati. Niente loghi evidenti, niente silhouette pensate per diventare immediatamente virali, niente ricerca ossessiva della novità: il suo lavoro parte piuttosto da qualcosa che conosciamo già.

Un paio di jeans, una giacca militare, una camicia Oxford, un blazer, dei pantaloni da lavoro. Sono tutti capi che fanno parte del guardaroba occidentale da decenni e che l’etichetta osserva, studia e ricostruisce attraverso materiali, proporzioni e dettagli.

Il riferimento principale è quindi il vintage, ma non si parla di upcycling. Shigematsu non vuole infatti riprodurre un capo del passato nel modo più fedele possibile, bensì intende prendere ciò che ha funzionato e capire come potrebbe essere fatto oggi.

È una filosofia che si ritrova soprattutto nelle proporzioni: pantaloni sono spesso ampi, le giacche hanno volumi rilassati, le camicie possono avere vestibilità generose. Tutto sembra familiare, ma allo stesso tempo leggermente diverso da come siamo abituati a vederlo. Insomma, guardando le sue collezioni per la prima volta, spesso non si ha l’impressione di trovarsi davanti a qualcosa di particolarmente rivoluzionario; poi però si iniziano a notare i tessuti, la costruzione, una cucitura, il modo in cui cade una manica ecc… In questo senso, A.PRESSE sembra più interessato a editare la moda che a reinventarla.

La sua ricerca attraversa mondi diversi: il workwear americano, le uniformi militari, il preppy, il tailoring europeo, il denim e lo sportswear. Il risultato è un guardaroba che potrebbe sembrare senza tempo, ma che in realtà racconta molto bene lo zeitgeist.

Perché mentre negli ultimi anni abbiamo assistito a una continua ricerca di nuovi trend e modi per distinguersi, A.PRESSE sembra suggerire che forse non abbiamo bisogno di inventare così tanto. Forse basta fare meglio le cose che conosciamo già.

È anche per questo che il brand si inserisce perfettamente all’interno di quella nuova generazione di realtà nipponiche che ha riportato l’attenzione sul prodotto. Una scena in cui la conoscenza del passato e l’ossessione per i materiali diventano strumenti per costruire qualcosa di contemporaneo. Kazuma Shigematsu, però, riesce a farlo senza trasformare questa ricerca in una dichiarazione nostalgica.