Le sneakers stampate in 3D sono il futuro?

Oggi si può produrre interamente o in parte una sneaker attraverso la stampa 3D. La vera domanda non è più quindi se sia possibile farlo, bensì capire quanto questa tecnologia riuscirà davvero a cambiare il modo in cui vengono progettate e prodotte le nostre scarpe.

Uno dei primi esempi capaci di portare questo concetto all’attenzione del grande pubblico è stata la adidas Futurecraft 4D presentata nel 2017, che utilizzava un’intersuola sviluppata insieme a Carbon attraverso un processo di produzione digitale. Il risultato era una struttura reticolare estremamente riconoscibile, difficile da ottenere con i tradizionali sistemi, che apriva alla possibilità di utilizzare dati e parametri specifici per modificare la struttura e arrivare a una silhouette sempre più personalizzata.

Il mondo ha così iniziato a intuire che la personalizzazione uno dei motivi per cui la stampa 3D potrebbe avere un ruolo importante nel futuro delle footwear.

Immaginate per esempio di non dover più scegliere semplicemente tra una serie di modelli, taglie e livelli di ammortizzazione prestabiliti. Idealmente, una scarpa potrebbe essere progettata sulla forma del piede e su esigenze specifiche grazie a un file digitale che diventerebbe una sorta di progetto individuale dal quale produrre direttamente il prodotto.

È una visione che aziende come Zellerfeld stanno già cercando di trasformare in realtà. La società fondata da Cornelius Schmitt ha infatti sviluppato un sistema di produzione basato sulla stampa 3D che permette di realizzare calzature riducendo drasticamente il numero di componenti e i processi di assemblaggio tradizionali. In questa prospettiva, tale metodo potrebbe cambiare proprio il concetto di produzione: una sneaker potrebbe essere progettata digitalmente, modificata in base alle necessità e prodotta solo quando viene ordinata, senza dover necessariamente realizzare enormi quantità di prototipi in anticipo.

“Le scarpe aiuteranno il mondo a capire che il futuro dei prodotti è stampato. Non devi più assemblare: devi solo premere un pulsante.”

Cornelius Schmitt, CEO & Co-Founder di Zellerfeld

Ma c’è anche un altro aspetto positivo, ovvero il design. La stampa 3D permette infatti di creare forme e strutture che sarebbero estremamente difficili, se non impossibili, da ottenere attraverso i normali processi produttivi. Questo significa che designer e brand possono iniziare a pensare alla sneaker non più come un insieme di componenti da assemblare, ma come un unico oggetto progettato direttamente nello spazio digitale.

Eppure, nonostante tutto questo, le scarpe stampate in 3D non sono ancora diventate la norma. Il motivo è piuttosto semplice: produrre milioni di unità con i sistemi tradizionali è ancora più economico. Ci sono poi questioni legate ai materiali e alla possibilità di riciclare realmente il prodotto una volta arrivato alla fine del suo ciclo di vita.

Per questo, possiamo dire che al momento la stampa 3D si trova in una fase intermedia: non è più soltanto un qualcosa di sperimentale, ma non è ancora abbastanza efficiente da sostituire completamente la produzione tradizionale.