Rudy Guedj e François Girard-Meunier sono tra i 10 finalisti scelti dalla Banca Centrale Europea per il futuro design delle banconote in euro, con una proposta che rientra nel tema “Fiumi e uccelli”.
Il loro progetto racconta l’Europa attraverso i suoi paesaggi naturali, seguendo il corso dell’acqua dalle montagne fino al mare e intrecciandolo con le specie di uccelli che popolano il continente. Un sistema visivo, ci raccontano, pensato per funzionare non solo come una serie di singole banconote, ma come un paesaggio continuo, che si rivela quando i diversi tagli vengono affiancati.
Abbiamo parlato con Rudy e François del processo che li ha portati a immaginare una nuova serie di banconote, delle difficoltà portate dai vincoli tecnici della BCE e di alcuni dei dettagli che hanno nascosto nel loro progetto.
Da dove si parte quando si vuole ripensare il design di una banconota?
Ce lo siamo chiesti anche noi, visto che non avevamo mai progettato una banconota prima. Fortunatamente, la Banca Centrale Europea ha fornito a ciascun team di designer selezionato un brief molto dettagliato, che copriva ogni aspetto del progetto, dai requisiti tecnici alle considerazioni sull’accessibilità. Leggere quel brief più volte, assimilarne i requisiti e tradurli in diversi layout tecnici che incorporassero tutti gli elementi richiesti ci ha aiutato a capire come potessero essere composte le banconote.
Oltre a familiarizzare con gli aspetti tecnici del design delle banconote, volevamo sviluppare il nostro approccio e cercare ispirazione guardando a ciò che è stato fatto e a ciò che potrebbe ancora essere fatto nel mondo del design delle banconote. All’inizio del processo ci siamo immersi nella ricerca indipendente sul tema. La De Nederlandsche Bank, la banca centrale olandese, pubblica una serie chiamata Occasional Studies, che per noi è diventata una vera miniera d’oro per comprendere l’esperienza dell’utente legata alle banconote. Abbiamo anche iniziato a collezionare banconote.
Ci siamo divertiti a studiarne l’impatto visivo, la tipografia e il modo in cui gli elementi di sicurezza vengono integrati nel design. Attraverso questo processo abbiamo capito che progettare una banconota significa anche comprenderla come un oggetto fisico prodotto su scala industriale. Maneggiarle è diventato quindi una parte importante della nostra ricerca, permettendoci di scoprirne le qualità intrinseche legate ai materiali. Toccarle fisicamente ci ha reso più consapevoli del modo in cui vengono utilizzate e percepite nella vita quotidiana.
Perché avete deciso di realizzare le banconote in formato verticale?
Forse è importante partire dal fatto che la nostra proposta è stata concepita per essere indipendente dall’orientamento. Il fronte segue un orientamento verticale, mentre il retro è orizzontale; su entrambi i lati, inoltre, le cifre del valore nominale sono presenti in entrambe le direzioni.
Lavorando a questo progetto, ci siamo resi conto molto rapidamente che esistono moltissimi modi di interagire con le banconote. Vengono utilizzate in tantissimi contesti: aperte o piegate, singolarmente o impilate, all’interno di un portafoglio, in un registratore di cassa, scambiate tra le persone oppure inserite in distributori e macchine automatiche. L’orientamento e il layout della nostra proposta riflettono questi diversi modi di vivere e utilizzare una banconota.
Al di là di queste considerazioni pratiche, i due orientamenti hanno anche un ruolo nella narrazione della banconota. Il formato verticale del fronte permette al fiume di svilupparsi fisicamente lungo l’intera serie. Partendo dalla sorgente tra le montagne della banconota da €5, l’acqua scende dalle altitudini più elevate, diventa un fiume che attraversa il paesaggio e infine raggiunge il mare sulla banconota da €200. Le banconote si collegano letteralmente tra loro quando vengono allineate a sinistra e sovrapposte, rivelando questo flusso continuo. Lo stesso sistema viene applicato orizzontalmente sul retro, dove una griglia continua attraversa l’intera serie di banconote, collegando le istituzioni europee rappresentate su ciascun taglio. In questa composizione, l’orientamento orizzontale rafforza i concetti di interdipendenza e connessione, riflettendo i ruoli complementari delle istituzioni che, insieme, costituiscono l’Unione Europea.

Qual è l’idea o la storia principale che volevate raccontare attraverso questo design?
Per noi, il tema “Rivers and Birds” ha immediatamente evidenziato l’importanza di mettere l’ecologia e la biodiversità in primo piano. Volevamo che le banconote raccontassero la storia dei paesaggi viventi europei e delle numerose connessioni che li sostengono. I fiumi e gli uccelli incarnano naturalmente concetti come movimento, libertà, migrazione, scambio e interdipendenza, valori che risuonano anche con il progetto europeo.
Le banconote sono oggetti intrinsecamente complessi e, invece di semplificare questa complessità, abbiamo deciso di abbracciarla. Abbiamo concepito ogni taglio come un ecosistema stratificato di segni, all’interno del quale ogni elemento è collegato visivamente o semanticamente agli altri. L’acqua scorre continuamente lungo l’intera serie, collegando ogni taglio in un unico paesaggio, mentre uccelli, piante, tracce ed elementi di sicurezza contribuiscono a creare una narrazione più ricca. La nostra ambizione era creare banconote che ricompensassero un’osservazione attenta e lasciassero spazio alla contemplazione, esprimendo al tempo stesso i valori europei di connessione, diversità e coesione.
Volevamo inoltre allontanarci dagli approcci illustrativi più tradizionali e sviluppare un linguaggio visivo capace di creare un ponte tra il digitale e il fisico. Cercavamo di creare banconote che rimanessero visivamente interessanti nel tempo e che rivelassero nuovi dettagli quanto più a lungo venivano osservate. In questo senso, la narrazione si sviluppa attraverso le numerose relazioni tra i diversi elementi del design.
Qual è stata la sfida più grande che avete affrontato durante il processo di progettazione?
Il brief è stato senza dubbio la sfida più grande. Era estremamente dettagliato e riuniva un’ampia gamma di requisiti tecnici, funzionali e legati all’accessibilità. A volte sembrava difficile creare qualcosa di distintivo all’interno di un insieme di regole così chiaramente definito.
Un’altra sfida è stata la gestione del progetto. Siamo entrambi freelance, quindi la quantità di documentazione tecnica, accordi legali, requisiti relativi alle licenze e questioni legate al copyright era molto superiore a quella con cui siamo abituati a lavorare. Progettare una banconota che potrebbe essere stampata in miliardi di copie e rappresentare una valuta dal valore di migliaia di miliardi di euro richiede un livello eccezionale di precisione, professionalità e responsabilità.
Anche la natura riservata e anonima del concorso ha influenzato il processo di progettazione. Nel nostro lavoro abituale collaboriamo a stretto contatto con i clienti attraverso conversazioni regolari, permettendo alle idee di evolversi attraverso il confronto e il feedback. Per questo progetto, invece, ottenere chiarimenti su alcuni aspetti poco chiari poteva richiedere tempo e l’assenza di un dialogo diretto rendeva occasionalmente il processo meno fluido.
Fortunatamente, la nostra collaborazione si basa su competenze complementari. Uno di noi affronta i progetti come un rigoroso pensatore sistemico, con una forte attenzione alla struttura, alla funzionalità e ai requisiti tecnici. L’altro porta una pratica visiva più versatile e orientata alla narrazione, definendo la direzione artistica e il linguaggio visivo del progetto. Questo ha permesso a un designer di occuparsi del brief e delle sue numerose specificità tecniche, mentre l’altro si è concentrato sullo sviluppo di un’identità visiva coerente ed espressiva. Insieme, questi due punti di vista complementari ci hanno aiutato ad affrontare un progetto che richiedeva tanto ambizione creativa quanto un eccezionale rigore tecnico.
Ci sono dettagli o simboli nel design che le persone potrebbero non notare a prima vista, ma che sono particolarmente significativi per voi?
Speriamo di sì! Uno dei motivi principali per cui il design delle banconote in euro viene rinnovato è quello di mantenere un vantaggio rispetto alle frodi e alla contraffazione, e volevamo che gli elementi di sicurezza diventassero parte integrante della narrazione visiva. Per questi elementi ci siamo ispirati al concetto di tracciabilità, prendendo spunto dal modo in cui gli appassionati di birdwatching cercano tracce della presenza di una determinata specie. L’ologramma di sicurezza funziona come un sistema stratificato che combina tre tipi di tracce, concepite come “impronte”: spettrogrammi sonori, traiettorie di movimento e impronte delle zampe. Gli spettrogrammi derivano dalle registrazioni del canto di ciascun uccello e vengono visualizzati attraverso variazioni cromatiche basate sulle frequenze. I percorsi di movimento utilizzano linee e cambiamenti di colore per suggerire distanza e comportamento, mentre le impronte forniscono un’ultima traccia della presenza dell’uccello. Quando la banconota viene inclinata, questi elementi si animano, quasi come se venisse riprodotta una colonna sonora.
Un dettaglio che le persone potrebbero non notare subito è il modo in cui l’uovo di ciascun uccello è integrato nel design. Le due metà dell’uovo sono incise separatamente nel disegno a linee, nella parte superiore e inferiore della banconota. Quando la banconota viene piegata in quattro, una modalità sempre più comune di riporre le banconote nel portafoglio nei Paesi in cui i pagamenti digitali sono molto diffusi, le due metà si allineano formando un uovo completo, riprodotto nella sua dimensione reale. Aprendo nuovamente la banconota, l’uccello emerge ancora una volta dall’uovo. Ci ha fatto piacere vedere che alcune persone online avevano già notato questo elemento nascosto e condiviso la loro scoperta.
Perché pensate che le banconote siano ancora importanti in un mondo sempre più digitale?
Non siamo certamente esperti del settore, ma le banconote offrono un certo livello di autonomia, privacy, resilienza e indipendenza tecnologica che rimane prezioso nel mondo di oggi. Naturalmente, sia il contante sia i pagamenti digitali hanno aspetti positivi e negativi. Non si tratta tanto di scegliere l’uno o l’altro, quanto di riconoscere che ciascuno ha un proprio valore a seconda del contesto e dell’utilizzo. Come designer, siamo inoltre attratti dalla fisicità e dalla materialità delle banconote. Sono, per molti versi, l’oggetto stampato per eccellenza.

C’erano requisiti o vincoli specifici all’interno dei quali dovevate lavorare?
Oltre ai vincoli tecnici imposti dal progetto, una delle sfide principali è arrivata dal tema stesso, “Rivers and Birds”. Sul retro di ogni banconota dovevamo rappresentare un’istituzione europea, scegliendo da una selezione predefinita di immagini. Volevamo evitare di rendere gli edifici troppo “monumentali” ed eravamo più interessati a comunicare ciò che queste istituzioni fanno realmente. Questo ci ha portato a trattare l’architettura quasi come una superficie, integrandola all’interno di composizioni simili a collage. Quando possibile, abbiamo scelto anche immagini degli interni, che esprimono più chiaramente la funzione di ciascuna istituzione. Per esempio, la banconota da €5 presenta l’aula parlamentare del Parlamento Europeo, mentre quella da €50 mostra l’aula principale della Corte di Giustizia: immagini che, secondo noi, raccontano queste istituzioni in modo più significativo rispetto alle loro vedute esterne.
Un altro requisito legato a questo lato del tema prevedeva l’inclusione di una presenza umana. Abbiamo scelto di evitare le figure intere, sia per questioni legate ai diritti di riproduzione sia per considerazioni più ampie sulla rappresentazione. Abbiamo invece utilizzato gesti delle mani per esprimere il ruolo di ciascuna istituzione: discutere per il Parlamento, inquadrare per la Commissione Europea, sostenere e stabilizzare per la BCE, pesare per la Corte di Giustizia e così via.
Se aveste avuto completa libertà creativa, c’è qualcosa che avreste fatto diversamente?
È una domanda interessante, anche se non abbiamo davvero una risposta semplice. Come designer, lavoriamo all’interno di determinati vincoli e, su un progetto di questa portata, una libertà creativa totale avrebbe quasi reso più difficile trovare una direzione significativa. Il brief, insieme alla responsabilità che comporta, è anche ciò che rende un incarico di questo tipo così stimolante. Detto questo, se i temi e i motivi fossero stati diversi, quasi certamente saremmo arrivati a una proposta completamente differente.
Quale banconota esistente considerate un capolavoro di design e perché?
Come molti designer formati nei Paesi Bassi, abbiamo un debole per le banconote del fiorino olandese disegnate da Ootje Oxenaar negli anni Settanta e Ottanta, in particolare la seconda serie Erflaters e soprattutto i tagli privi di ritratti che sono arrivati successivamente. Il loro uso del colore, dei gradienti e l’equilibrio tra semplicità compositiva e dettagli intricati che aspettano di essere scoperti ci parlano molto. Sebbene siamo cresciuti in Paesi diversi — Rudy in Francia e François in Canada — abbiamo entrambi studiato alla Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam, un’istituzione con una propria e distintiva tradizione nel campo del design olandese.
Inoltre, durante lo sviluppo della nostra proposta ci siamo imbattuti in diverse banconote che vale la pena menzionare: i temi animali decisamente espliciti dei primi talonas lituani post-sovietici, la serie Birds of Canada della fine degli anni Ottanta e la serie del bolívar venezuelano del 2007–2018, che combina orientamenti verticali e orizzontali con temi legati agli animali. In uno spirito completamente diverso, il design di Pierre Gauchat per la banconota da 1.000 franchi svizzeri della quinta serie (1956–1980), caratterizzata da una danse macabre, ci ricorda la vanità che il denaro può ispirare.



