Diciamo sempre meno parole

Ogni anno pronunciamo 338 parole in meno al giorno, e forse dovremmo iniziare a preoccuparci. Uno studio pubblicato su Perspectives on Psychological Science e intitolato Sliding Into Silence? conferma che parliamo sempre di meno.

Spesso ci chiediamo quanto sia cambiata la nostra vita negli ultimi decenni, come cresceranno le nuove generazioni dopo di noi, su cui già si vedono diversi effetti dovuti all’inevitabile educazione affiancata da telefoni e pc. Se immaginarci il futuro è difficile, anche perché siamo immersi in questo cambiamento costante senza accorgercene, a volte gli studi parlano fin troppo chiaro.

«Abbiamo perso quelle piccole conversazioni che un tempo facevano parte della quotidianità: chiedere aiuto a una cassiera, chiedere indicazioni a uno sconosciuto, fare due chiacchiere con il vicino di casa».

Valeria A. Pfeifer e Matthias R. Mehl

Il tutto è iniziato quando Valeria A. Pfeifer e Matthias R. Mehl hanno deciso di svolgere una ricerca su quanto le donne parlassero più degli uomini, ma ciò che è venuto fuori è forse ancora più significativo. Raccogliendo i dati e confrontando ben 22 studi passati si sono resi conto che se nel 2005 si pronunciavano circa 16 mila parole al giorno, nel 2019 i numeri sono calati a circa 12.700.

«I giovani ricorrono ai messaggi di testo e ai social media molto più frequentemente degli anziani. Se una parte delle parole pronunciate si sta trasformando in parole digitate, allora ci si dovrebbe aspettare che siano soprattutto i giovani ad aver ridotto il numero di parole dette ad alta voce».

Valeria A. Pfeifer e Matthias R. Mehl

Ogni anno quindi arriviamo a dire 120 mila parole in meno rispetto all’anno precedente. Naturalmente, l’avvento del digitale ha influito, anche se lo studio non lo dimostra con certezza. Sotto i 25 anni il calo stimato è di 452 parole l’anno, mentre gli over 25 dicono 314 parole in meno. In questo caso si può presumere che le app di messaggistica possano aver influito, così come i navigatori o le casse automatiche al supermercato. Se un tempo le indicazioni venivano chieste a un passante, ora c’è Google Maps e allo stesso modo una breve conversazione può essere sostituita da qualche messaggio.