Cose che forse non sapevi su Odissea

I’ve been telling this story in all my films.”

Con questa frase, rilasciata al Los Angeles Times, Christopher Nolan ha probabilmente spiegato meglio di chiunque altro cosa rappresenti Odissea. Più che un semplice adattamento del poema di Omero, il film sembra infatti il punto d’arrivo di una poetica che il regista porta avanti da oltre vent’anni e così il viaggio di Ulisse riesce a racchiudere molte di quelle ossessioni che hanno attraversato da sempre la sua filmografia.

Da oggi nelle sale italiane, Odissea è riuscito a far parlare di sé ancora prima di arrivare al cinema, trasformando il suo stesso making of in una storia. Negli ultimi anni siamo stati infatti abituati a blockbuster costruiti quasi interamente attraverso l’uso del green screen, di set virtuali e di ambienti ricreati in CGI. Christopher Nolan ha scelto invece di seguire un processo creativo completamente diverso, vivendo in prima persona, insieme al resto della troupe, una sfida difficile quasi quanto la stessa odissea di Ulisse.

“It needed to be the biggest film that we have done. It needed to be challenging to all of us because that’s the nature of the story.”

Già solo con queste parole, rilasciate a CBS News, il regista ha spiegato quale fosse l’ambizione per questo progetto. Solo oggi, però, ha deciso di portarlo sul grande schermo, dopo aver maturato l’esperienza tecnica e artistica necessaria per confrontarsi con uno dei miti fondativi della cultura occidentale.

Per raccontare il viaggio di Ulisse, Nolan ha trasformato l’intera troupe in un vero equipaggio. Per quattro mesi Matt Damon, che interpreta l’eroe greco, e gran parte del cast hanno navigato nel Mediterraneo a bordo della Draken Harald Hårfagre, la più grande nave vichinga moderna mai costruita, trasformata per l’occasione in una nave da guerra greca. Nessun fondale digitale, nessuna simulazione in realtà aumentata: il mare che compare sullo schermo è lo stesso affrontato ogni giorno dagli attori e dalla troupe.

E questo è soltanto uno dei setestremi” realizzati per il film. A eccezione di un unico studio di posa utilizzato a Los Angeles infatti, tutte le riprese sono state girate in location reali. In 91 giorni la produzione ha attraversato sette Paesi – Marocco, Grecia, Italia, Scozia, Islanda, Malta e Sahara Occidentale – realizzando set ad hoc che rendessero quella che era l’idea del regista per il film. In Italia cast e troupe affrontavano ogni mattina una salita di circa 300 metri di dislivello per raggiungere lo shooting, mentre in Islanda Nolan ha scelto di riprendere le sequenze dedicate agli Inferi esclusivamente alla luce delle lanterne, sotto pioggia e vento. Eppure, nonostante le condizioni estreme e una produzione gigantesca, il film è stato completato con nove giorni di anticipo rispetto al programma.

Anche le creature mitologiche presenti nel film sono state realizzate privilegiando effetti pratici e animatronics, seguendo una filosofia che accompagna Nolan da tutta la sua carriera -costruire realmente tutto ciò che è possibile costruire, lasciando alla computer grafica solo ciò che è strettamente necessario.

Chi conosce il cinema di Christopher Nolan sa quanto il regista sia legato alla pellicola. Anche questa volta per The Odyssey ha scelto infatti di girare in analogico. Questa volta però nemmeno le cineprese IMAX utilizzate per Oppenheimer erano adatte per il tipo di lavoro che aveva in mente.

Il limite principale delle precedenti camere era il rumore: le tradizionali IMAX erano troppo rumorose per registrare dialoghi ravvicinati e, proprio per questo, venivano impiegate soprattutto nelle grandi scene d’azione.

La soluzione è stata chiedere a IMAX di sviluppare una nuova generazione di cineprese. Il risultato è una macchina circa 30% più silenziosa, dotata di una speciale custodia insonorizzata che permette di girare primi piani e dialoghi sussurrati senza compromettere la registrazione dell’audio. Una piccola rivoluzione tecnologica destinata probabilmente a influenzare anche le future produzioni girate in IMAX.

Per girare Odissea sono stati utilizzati circa 2 milioni di piedi di pellicola, equivalenti a oltre 600 chilometri di film, una distanza superiore a quella che separa Milano da Roma. Solo il costo della pellicola si aggira intorno ai 3 milioni di dollari, mentre il budget complessivo raggiunge i 250 milioni di dollari, il più alto della carriera di Nolan.

L’ossessione di Nolan per il realismo ha coinvolto anche il cast. Per vestire i panni di Ulisse, Matt Damon ha seguito una dieta rigorosa che lo ha portato a perdere molto peso. Oltre a ciò il regista lo ha invitato a non tagliarsi la barba per oltre un anno, deciso a evitare l’utilizzo nel makeup di protesi, barbe finte o qualsiasi altro artificio scenico.
Lo stesso principio è stato applicato al celebre Cavallo di Troia, costruito realmente in legno e utilizzato durante le riprese nella città fortificata di Aït Benhaddou, in Marocco. Per alcune inquadrature il regista è addirittura salito all’interno della struttura insieme al direttore della fotografia Hoyte van Hoytema per dirigere personalmente gli attori.

Tra gli spettatori, l’attesa attorno al film è stata tale che Universal ha deciso di aprire la prevendita dei biglietti IMAX 70mm con un anno di anticipo rispetto all’uscita del film, un’operazione praticamente senza precedenti. Nel giro di poche ore molte delle proiezioni disponibili sono andate sold out, confermando come il nome di Christopher Nolan sia ormai diventato un marchio capace di trasformare ogni suo film in un vero evento cinematografico.

A quasi tremila anni dalla sua nascita, il poema di Omero continua ad affascinare perché contiene già tutti gli elementi del blockbuster moderno: viaggi, battaglie, creature leggendarie, vendette e colpi di scena. Nolan ha scelto di raccontarlo senza rinunciare alla sua idea di cinema. In un’epoca in cui Hollywood punta sempre di più su green screen, virtual set e CGI, con Odissea torna l’idea di privilegiare l’allestimento e la costruzione di un film davanti alla macchina da presa, anziché quello ricreato in un computer.