Il ruolo della Sicilia nell’Odissea di Christopher Nolan 

Non è ancora uscito, ma qualcuno potrebbe esserne già stufo. No, non stiamo parlando né del caldo né dei dump post vacanza, ma del nuovo film di Christopher Nolan, Odissea, che ha già tutta l’aria di essere un cult. Sarà la voglia di vedere sul grande schermo quello che tutti hanno studiato sui banchi di scuola, oppure il cast da urlo o ancora il budget di 250 milioni speso per girare quello che, sulla carta, sarà un capolavoro. Insomma chiunque vuole andare a vedere Odissea.

Quella di Nolan è stata un’Odissea nel vero senso della parola. Parte di questi 250 milioni di dollari, infatti, sono stati spesi per spostare la troupe da una location all’altra. Il regista, che ha commentato la direzione del film come “un vero inferno, ma in senso positivo”, ha fatto in modo di cambiare più ambientazioni possibili così da far percepire agli spettatori la complessità del viaggio affrontato da Ulisse, alias Matt Damon, nel poema omerico. La troupe ha viaggiato tra Marocco, Grecia, Scozia, Islanda, ma soprattutto Italia.

La maggior parte delle location italiane scelte da Nolan è in Sicilia e tra queste c’è Lipari, una delle isole Eolie. Il regista ha deciso di girare nelle Eolie una delle scene più famose del racconto: l’incontro di Ulisse con le sirene, la terzultima prova che l’eroe omerico deve affrontare prima di tornare a Itaca. La troupe è sbarcata ad aprile nel porto di Pignataro dove sono stati ormeggiati dieci velieri storici, alcuni usati per la scenografia, altri semplicemente per trasportare le attrezzature. 

Non è un caso che Nolan abbia scelto le isole Eolie per la scena delle sirene. Proprio davanti a Porto di Levante, una località sull’isola di Vulcano, si erge infatti lo Scoglio della Sirena. Su una roccia in mezzo al mare spicca una statua bianca che tutti scambiano per una sirena, anche se in realtà, a vederla bene ha le gambe e non la coda di pesce. La leggenda vuole che la statua sia stata realizzata da uno scultore danese che, agli inizi degli anni ‘60, si innamorò di una vulcanara mentre era in vacanza e si ispirò proprio a lei per realizzare la statua influenzata dalla famosa sirenetta di Copenaghen. 

È sempre nelle isole Eolie che Nolan immagina le “rupe erranti” citate nel dodicesimo canto dell’opera omerica. Sono gli scogli di Pietra Lunga e Pietra Menalda, i faraglioni di Lipari, a fare da teatro al viaggio dell’Ulisse interpretato da Matt Damon. Mentre l’isola di Pietra del Bagno sembra essere stata scelta per l’incontro tra Ulisse e Eolo, il Dio dei venti, che consegnerà all’eroe l’otre contenete le tempeste.

Restando in Sicilia la produzione ha scelto Favignana e le isole Egadi per le riprese del film che, tra pochissimo, vedremo nelle sale italiane. L’isola ha uno strettissimo legame con il poema omerico. Un tempo, infatti, il suo nome era “Aegusa” ovvero “l’isola delle capre” che, tradizionalmente, è il luogo verde e lussureggiante dove Ulisse sbarcò con i suoi uomini. 

Anche Cala Rotonda, laddove si trova per l’appunto il famoso Arco di Ulisse, è stata scelta da Nolan per lo sbarco del suo Odisseo. Così come il Castello di Santa Caterina, arroccato a 314 metri di altezza. Il Castello offre un’incredibile vista panoramica dell’arcipelago. Il regista pare abbia scelto la location per realizzare delle inquadrature mozzafiato che vedono il porto del paese magistralmente trasformato in un porto greco dell’epoca.

Ma perché proprio la Sicilia? Il racconto Omerico ha un legame strettissimo con l’isola italiana figlio di una teoria diffusa alla fine del 1800. Fu lo scrittore inglese Samuel Butler ad alimentare la voce secondo cui alcune isole siciliane, in particolare quelle dell’arcipelago delle Eolie, fossero state delle tappe nel viaggio di Ulisse verso Itaca con il suo libro The Authoress of the Odyssey, pubblicato nel 1897. Nell’opera lo scrittore avanza la teoria secondo cui l’autore dell’Odissea non sarebbe un poeta greco, ma una donna siciliana. Il suo studio mette in relazione i luoghi descritti nel poema con i paesaggi siciliani collocando l’origine dell’opera nell’area nord-occidentale della Sicilia.

A onor del vero la Sicilia non è stata l’unica regione italiana scelta da Nolan per girare il suo kolossal. Alcune scene marittime, infatti, sono state girate nella zona di Ostia durante l’agosto del 2025. Che il film rispetti le aspettative è ancora tutto da vedere, ciò che è certo è che non rimarremo delusi dalle location. D’altronde non si può restare delusi dalla Sicilia e Nolan, il nostro Omero 2.0, lo sa molto bene.