Spesso la musica che ascoltiamo durante le sfilate viene considerata un elemento di contorno che accompagna l’uscita dei look e scandisce il ritmo della passerella, ma niente di più. Oggi, invece, la colonna sonora è diventata parte integrante del racconto: non è più soltanto un sottofondo, ma uno strumento attraverso cui i direttori creativi costruiscono atmosfera e identità.
La Paris Fashion Week attualmente in corso ha dato un’ulteriore dimostrazione di questo fenomeno con dei casi che hanno immediatamente catturato l’attenzione.
In particolare sono sono stati soprattutto due show a evidenziare quanto il legame tra moda e musica sia sempre più importante. Stiamo parlando di quello di Dior accompagnato da un mix di Fred again.. e quella di Louis Vuitton in cui Pharrell Williams ha confermato come il suo doppio ruolo di stilista e musicista rappresenti ormai uno dei punti di forza del suo mandato.
Guardando alla scelta di Jonathan Anderson, per accompagnare una collezione costruita sul dialogo tra heritage e contemporaneità, il designer nordirlandese ha scelto di collaborare con uno dei producer più influenti del momento portando una speciale playlist all’evento. La scelta non è stata casuale: il linguaggio musicale dell’artista britannico, fatto di campionamenti, registrazioni ambientali e frammenti di vita quotidiana riassemblati in qualcosa di nuovo, riflette perfettamente un metodo creativo che rilegge i codici storici attraverso una sensibilità moderna piuttosto stratificata.
“Ho sempre voluto lavorare con Fred again… Ha prodotto dei pezzi nuovi di zecca per la sfilata e li ha remixati e ri-registrati.”
Jonathan Anderson, direttore creativo di Dior
Per la primavera/estate 2027 del marchio ammiraglio del gruppo LVMH, il suo direttore creativo ha invece ha costruito un universo ispirato alla cultura del surf, facendo uscire i modelli da una cascata sulla note di una soundtrack realizzata ad hoc. Come spiega il comunicato stampa, i brani sono stati registrati nel quartier generale di 2 Rue du Pont Neuf a Parigi in parallelo allo sviluppo dei look, sottolineando come suono e abiti siano stati concepiti come un unico progetto. Il défilé si è quindi aperto con il debutto di “HAAVIN” di Quavo ed è proseguito con “Dead Fresh” di Lil Baby e “Simulation” di YoungBoy Never Broke Again, per poi concludersi con “Bando” di Angélique Kidjo, eseguita insieme a L’Orchestre du Pont Neuf e al coro Voices of Fire.
Entrambi gli esempi rappresentano dunque un cambiamento: non si tratta più soltanto di invitare un cantante in prima fila o di utilizzare una canzone famosa per creare un momento virale; oggi gli artisti partecipano attivamente alla costruzione dell’immaginario dei brand contribuendo a dare forma allo storytelling oltre il prodotto.