Per anni Coperni è stata una delle realtà più osservate del fashion system. Il marchio fondato da Sébastien Meyer e Arnaud Vaillant ha saputo costruire la propria notorietà attraverso un linguaggio che univa moda, tecnologia e cultura pop, trasformando ogni sfilata in un evento mediatico. Dal celebre abito spray indossato da Bella Hadid nel 2022 alle passerelle organizzate tra robot, videogiochi e Disneyland, l’etichetta è diventata il simbolo di una nuova generazione di creativi capaci di conquistare Internet.
Oggi, però, il brand si trova ad affrontare un momento particolarmente difficile della sua incredibile storia.
I primi segnali di difficoltà erano emersi all’inizio del 2026, quando la maison aveva annunciato la cancellazione del proprio show alla Paris Fashion Week. Dietro la decisione non vi erano ragioni creative, ma una complessa disputa con Tomorrow London, il gruppo che dal 2019 era al tempo stesso distributore e azionista di maggioranza. Secondo i fondatori, il deterioramento dei rapporti con il partner aveva infatti privato l’azienda delle risorse necessarie per sostenere il proprio sviluppo e portare avanti le attività ordinarie.
La situazione è ulteriormente peggiorata dopo la vendita al gruppo italiano Progetto 11, controllato dalla piattaforma e-commerce The Level Group. Il passaggio di proprietà ha complicato le trattative in corso e ha lasciato i due designer in una posizione estremamente delicata.
La svolta è arrivata all’inizio di questo mese, quando il Tribunale di Parigi ha concesso a Coperni SAS l’accesso a una procedura di riorganizzazione giudiziaria, misura che consente alla società di continuare a operare sotto la supervisione del tribunale beneficiando temporaneamente di tutele finanziarie e di sostegno per il pagamento dei dipendenti.
Al di là delle vicende societarie, la crisi riflette anche problemi più ampi che stanno attraversando il settore del lusso. Nel tempo la casa di moda è sì riuscita a ottenere una visibilità straordinaria sui social media, ma diversi osservatori si sono interrogati sulla sua capacità di trasformare questa popolarità in vendite sufficienti a sostenere una crescita duratura.