Salomon ha scelto di raccontarsi mettendo la sua XT-Whisper al centro, ma lasciando che fosse l’esperienza a fare il resto.
Venerdì sera Salomon ha infatti trasformato gli spazi di Dots 2.0 in qualcosa di più di una semplice location: una sequenza di ambienti, quasi capitoli, costruiti per accompagnare gli ospiti in un passaggio continuo tra dimensioni diverse. Il concept, non a caso, si chiamava PORTALS.
La serata è iniziata in modo intimo. Un gruppo ristretto di invitati si è ritrovato per un primo momento di conversazione, poi una cena vegetariana firmata dallo chef Alfio Chirizzi in un’atmosfera quasi domestica che raccontava perfettamente l’estetica del progetto. Tutto intorno installazioni scultoree, materiali industriali e richiami naturali che portavano i partecipanti in un immaginario alpino reinterpretato in chiave urbana, grazie anche all’intervento artistico di Domenico Romeo.
Al centro, una struttura simbolica funzionava come punto di passaggio: un portale, appunto, come elemento sia fisico che narrativo. La serata si è poi trasformata in un’esperienza collettiva guidata dai DJ set di Yasnouira e Mobilegirl, insieme alla performance ibrida di Luwei.
La XT-Whisper non era semplicemente esposta: era parte del racconto. Presentata in diverse colorway durante la cena, la scarpa rifletteva perfettamente il concept della serata. Nata nell’universo tecnico di Salomon come la prima trail shoe progettata per le donne, ma oggi pienamente inserita nel linguaggio lifestyle, la XT-Whisper incarna l’idea di un movimento continuo tra mondi diversi, dalla città alla natura, dalla performance alla cultura.
Non è una novità di prodotto, e forse è proprio questo il punto. PORTALS non era un lancio, ma un’affermazione: la scarpa diventa simbolo di una generazione fluida attraverso diversi contesti. Un evento che non ha bisogno di spiegarsi troppo, perché funziona già dal momento in cui viene vissuto.












