Durante il weekend appena trascorso, Roma ha visto migliaia di runner attraversare le proprie strade. La Maratona di Roma 2026 ha contato oltre 36mila partecipanti, per un’edizione che ha nuovamente confermato il fascino senza tempo di uno dei percorsi più iconici al mondo, con partenza dai Fori Imperiali e arrivo al Circo Massimo. Una gara capace di unire performance sportiva e valore storico come poche altre al mondo.
Chi è riuscito altrettanto bene a unire running e valore storico è stato New Balance, che per il weekend della maratona ha riportato in vita, e aperto al pubblico, le storiche Corsie Sistine. Costruite nel 1478 per volontà di Papa Sisto IV (lo stesso della Cappella Sistina), nascono come uno dei primi ospedali pubblici al mondo. Una sala lunga, divisa dalla lanterna centrale del Tiburio e incorniciata da affreschi, che per secoli è stata luogo di cura e ricerca del benessere.
Anche l’architettura dello spazio riflette questa funzione: gli affreschi, tra i più estesi al mondo dopo quelli della Cappella Sistina, si trovano infatti solo nella parte alta delle pareti, pensati per essere visibili dai letti e contribuire al benessere dei malati. La bellezza estetica che allevia le sofferenze umane: un concetto di benessere assolutamente innovativo per l’epoca, prezioso da riscoprire nella quotidianità di oggi.
Le Corsie Sistine sono uno spazio con una forte stratificazione storica – tra le altre cose,
qui Leonardo Da Vinci studiava l’anatomia umana – e normalmente non sono
accessibili al pubblico, se non attraverso eventi specifici, soprattutto dopo il restauro
completato negli ultimi anni. Ed è proprio questa identità storica che ha portato New Balance a scegliere le Corsie Sistine come luogo cardine per la propria community durante il weekend della maratona.
L’obiettivo? Omaggiare la storia dello spazio e rallentare, prendersi il proprio tempo, nella
vita tanto quanto nello sport. Trovare il proprio equilibrio.
Per questo il grande spazio, lungo oltre 120 metri, è stato suddiviso in due aree: la Sala Lancisi, dedicata al benessere e alle attività di community, e la Sala Baglivi, focalizzata invece su recupero, ricerca e scoperta del prodotto. L’allestimento ha mantenuto un approccio essenziale, lavorando sulla geometria dello spazio rinascimentale e inserendo elementi contemporanei legati alla pratica del running e del recupero. Un allestimento sobrio, pensato innanzitutto per rispettare la funzione storica dello spazio e ampliarne il messaggio, attualizzandolo.
Fra le attività del weekend, New Balance ha costruito un programma piuttosto articolato, sviluppato dal brand in collaborazione con la community running locale Souplesse, con l’obiettivo di connettere sport, cultura e comunità. Le giornate sono iniziate con sessioni guidate di breathwork, pensate per lavorare su concentrazione e gestione dello sforzo, seguite da corse di gruppo organizzate tra alcune delle zone più iconiche della città.
Una parte importante del programma è stata dedicata anche al running femminile, con workshop specifici e una 5K community run, affiancati da momenti di confronto più aperti come talk e registrazioni live, tra cui il podcast Common Grounds, che ha messo al centro il tema della preparazione e dell’esperienza della maratona da prospettive diverse.
Accanto a questo, lo spazio è rimasto sempre attivo con aree dedicate al recupero, con massaggi, sessioni di fisioterapia, con la presenza di postazioni per il test prodotto, dove è stato possibile provare le ultime innovazioni running di New Balance direttamente su tapis roulant.
Il tutto si è poi chiuso domenica sera, dopo la gara, con un evento aperto alla community all’interno delle Corsie Sistine: uno spazio ibrido tra recovery, musica e socialità, pensato come momento di decompressione e celebrazione.
Se nel mondo running non è più così raro affiancare a una grande gara uno spazio fisico e una serie di attivazioni collaterali che tengano insieme community, prodotto e contenuto, il modo in cui New Balance ha scelto di farlo per la Maratona di Roma 2026 è stato unico, e particolarmente coerente. La scelta di utilizzare un luogo come le Corsie Sistine ha dato un’identità precisa all’attivazione, rafforzandone il significato. L’edizione 2026 della Maratona di Roma si chiude così con un messaggio chiaro: il running è oggigiorno sempre più un’esperienza collettiva, capace di unire sport, cultura e soprattutto persone.





































